In viaggio per Leopardi

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Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2017

L'idea di nominare questa pagina è nata dalla lettura del libro "In viaggio con Leopardi" di Attilio Brilli ed. Il Mulino (2000) sostituendo la parola "CON" con la parola "PER".Ho cercato di verificare personalmente e direttamente con l'aiuto di una fotocamera, la presenza ancora oggi di una memoria leopardiana legata a quei luoghi frequentati dal poeta ma non solo: anche per alcune delle persone a lui più care (amici, conoscenti, parenti e donne amate) sono riuscito a risalire al luogo della loro sepoltura.

l momenti più emozionanti sono stati sicuramente la visita alla tomba di Fanny che come noto è stata l'ispiratrice del Ciclo di Aspasia e quella alla (presunta) tomba di Leopardi accanto a quella di Virgilio nel parco Virgiliano anche se per quest'ultima, come tutti sanno, non c'è la certezza che la stele funeraria contenga realmente i resti mortali di Giacomo. E' ben nota la polemica iniziata nei primi anni del Novecento in seguito alla ricognizione dei resti mortali avvenuta il 21luglio 1900 (la bara risultò manomessa, pochi frammenti ossei ma soprattutto destò scalpore la mancanza del teschio !!).

Sull'argomento ho letto un documento forse poco noto ai più e conservato presso l'Archivio Storico Diocesano di Pozzuoli e di cui riporto un estratto a fondo pagina.

Infine ho voluto riportare la mia "biblioteca leopardiana", in continuo aggiornamento, che è stata la base di partenza per le ricerche.

Le fotografie e le riprese video pubblicate in questo sito, sono state riprese dalla mia fotocamera (tranne dove diversamente indicato) sui luoghi e sono liberamente scaricabili.

i luoghi

"Memorie della mia vita. Cangiando spesse volte il luogo della mia dimora, e fermandomi dove più dove meno o mesi o anni, m'avvidi che io non mi trovava mai contento, mai nel mio centro, mai naturalizzato in luogo alcuno, comunque per altro ottimo, finattantochè io non aveva delle rimembranze da attaccare a quel tal luogo, alle stanze dove io dimorava, alle vie, alle case che io frequentava: le quali rimembranze non consistevano in altro che in poter dire: qui fui tanto tempo fa; qui, tanti mesi sono, feci, vidi, udii la tal cosa; cosa che del resto non sarà stata di alcun momento; ma la ricordanza, il potermene ricordare, me la rendeva importante e dolce: Ed è manifesto che questa facoltà e copia di ricordanze annesse ai luoghi abitati da me, io non poteva averla se non con successo di tempo, e col tempo non mi poveva mancare. Però io era sempre tristo in qualunque luogo nei primi mesi, e coll'andar del tempo mi trovava sempre divenuto contento ed affezzionato a qualunque luogo. Colla rimembranza egli mi diveniva quasi il luogo natio" (Zibaldone Firenze 23 luglio 1827)


SPOLETO

a Monaldo Leopardi 20 novembre 1822:

"Carissimo signor Padre. Scrivo in gran fretta e a un barlume per darle nuova del mio arrivo felice in questa città con ottimo tempo, e perfetta salute. Il dolor di testa ha fatto risolvere il zio Momo di allungare di un giorno il nostro viaggio"

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Corso Garibaldi


SENIGALLIA

In un articolo apparso nell'opuscolo "Sinigaglia nella storia e nell'arte" del 1927, Nello Zazzarini riporta, tra l'altro, una breve notizia del prof. Giuseppe Fiore sui brevi passaggi di Leopardi in quella città individuando l'abitazione in cui fu ospitato. Esso era situato al terzo piano del palazzo Baviera in Via Arsilli di proprietà dei marchesi Baviera-Antici


BOLOGNA

a Monaldo Leopardi 22 luglio 1825:

" ..... io sono stato e sono ancora alloggiato ai Frati Conventuali, cioè nel Convento del mio compagno di viaggio ...."

dal 17 al 27 luglio 1825

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Convento di San Francesco - Piazza Malpighi


MILANO

a Carlo Leopardi 31 luglio 1825:

"........Sono arrivato qui iersera, dopo un viaggio felice, che ho fatto in compagnia di due viaggiatori inglesi. Al primo aspetto mi pare impossibile di durar qui neppure una settimana, ma siccome l'esperienza mi ha insegnato che le mie disperazioni non sempre sono ragionevoli e non sempre si avverano, perciò non ardisco ancora di affermarti nulla, ed aspetto molto quietamente quello che porterà il tempo.....";

".....Milano è uno specimen di Parigi, ed entrando qui, si respira un'aria della quale non si può avere idea senza esservi stato ..."

a Carlo Leopardi 7 settembre 1825:

"....L'imbarazzo di cui ti parlavo, nasceva solamente dal tuono mercantile di questa casa, la quale mi parve a prima vista la peggior locanda che mi fosse toccata nel viaggio. Poi le cose si sono un poco accomodate, e io mi sono assuefatto, e fin dalla prima sera, quantunque mi paresse di non poter durare, io era però intrepido, perchè la mia pazienza non ha confini conosciuti. Del resto, e in casa e in Milano, io sono stato sempre très - à mon aise..."

ANTONIO FORTUNATO STELLA

(1757-1833)

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Via Santa Margherita


TULLIO DANDOLO (1801-1870)

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A Milano conobbe sicuramente il conte Tullio Dandolo, figlio del più celebre Vincenzo, "signorino" che non gli piacque niente e dal quale venne invitato a trascorrere alcuni giorni nel Varesotto, dove non si recò mai.

Altre conoscenze di intellettuali del settore pubblicistico che frequentavano la bottega dello Stella:

GIUSEPPE COMPAGNONI (1754-1833)

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e FRANCESCO AMBROSOLI (1797-1868)


BOLOGNA

a Paolina Leopardi 19 dicembre 1825:

".....La bella è che il muro della mia camera è contiguo al teatro del Corso, talmente che mi tocca di sentir la Commedia distintamente, senza muovermi di casa..."

a Carlo Leopardi 13 febbraio 1826:

".....Per ogni altro caso che occorresse in avvenire, ti dirò che il mio ricapito è: Ingresso del Teatro del Corso, in casa Badini, presso il signor Aliprandi..."

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Teatro al Corso

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Albergo della Pace

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piazza Teatro al Corso in una stampa di fine del XVIII secolo

a Paolina Leopardi 9 dicembre 1825:

".....Qualche settimana fa, passeggiando per Bologna solo, come sempre, vidi scritto in una cantonata Via Remorsella. Mi ricordai d'Angelina e del numero 488, che tu mi scrivesti in una cartuccia la sera avanti la mia partenza. Andai, trovai Angelina, che sentendo ch'io era Leopardi, si fece rossa come la Luna quando s'alza ...".

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Via Remorsella

CASA TOMMASINI

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Via San Vitale, 32

a Carlo Leopardi 4 aprile 1826:

".....Di me non ti so dire altro di nuovo, se non che la sera del Lunedì di Pasqua recitai al Casino nell'accademia dei Felsinei, in presenza del Legato e del fiore della nobiltà bolognese, maschi e femmine; ...... Mi dicono che i miei versi facessero molto effetto, e che tutti, donne e uomini, li volgiono leggere ...."

CASA BOLOGNINI (sede della Società del Casino) 27 marzo 1826 in Via Santo Stefano

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Festa da ballo nel salone d'onore in una foto del 1839

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Palazzo Malvezzi

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In questa chiesa (Santissima Trinità) non lontana da Via Remorsella, Giacomo fece da padrino al figlio neonato di Angelina Iobbi già cuoca di casa Leopardi


RAVENNA

a Monaldo Leopardi 9 agosto 1826:

"Carissimo Signor padre. Sono qui da alcuni giorni in casa di un mio amico che mi ha voluto seco per forza, a vedere le antichità di Ravenna. torno a Bologna a momenti. Qui si vive quietissimi e con ogni sicurezza, quanto ai privati...."

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Antonio Cavalli

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Via Salara, 40 Palazzo del marchese Antonio Cavalli (1795-1873)


IMOLA

a Nicola Gommi Flamini 16 agosto 1826:

"Signor Conte pregiatissimo. Tornato in Bologna, adempio con piacer grandissimo il debito che mi corre di render grazie a Vostra Signoria delle infinite gentilezze che Ella si conpiacque di usarmi quando ebbi l'onore di trovarmi seco..."

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Via Cavour - Palazzo Gommi Flamini

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Vicolo Inferno, 12 Locanda dell'Inferno dove probabilmente Leopardi alloggiò tra il 25 e 26 aprile 1827

NICOLA GOMMI FLAMINI

(1790-1830)

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E' sepolto nel cimitero "Piratello" di Imola.

Per approfondire il rapporto con questa città suggerisco la lettura del contributo di Antonio Castronovo "LEOPARDI A IMOLA (1825-1830) con un saggio di Pantaleo Palmieri" - Longo Editore (2006)


PISA

a Paolina Leopardi 12 novembre 1827:

".....Partii da Firenze la mattina dei 9 in posta, e arrivai la sera a Pisa, viaggio di 50 miglia..... Sono rimasto incantato di Pisa per il clima: se dura così, sarà una beatitudine....L'aspetto di Pisa mi piace assai più di quel di Firenze....ho una camera a ponente, che guarda sopra un grand'orto, con una grande apertura, tanto che si arriva a veder l'orizzonte..."

a Gianpietro Vieusseux 12 novembre 1827:

".....Il Dottor Cioni, che mi ha fatto mille piaceri, mi ha trovata qui una casa in Via Fagiuoli (casa del Dottor Comandoli, tenuta da un Sig. Soderini, impiegato in non so qual tribunale), dove mi sono collocato in pensione. La gente di casa è buona; e in somma io mi trovo contento in Pisa, eccetto la sera, la quale non sò come passare...."

a Pietro Brighenti 14 novembre 1827:

".....Io abito in via Fagiuoli, accanto alla casa del Dott. Comandoli, presso il Sig.Soderini: non tiposso dire il numero, perchè questa casa non ha numero...."

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Via della Faggiola com'era

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Via della Faggiola oggi

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In questo famoso albergo (Royal Victoria) sul Lungarno Pacinotti, 12 Paolina Leopardi soggiornò durante la sua permanenza pisana

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In questa foto di fine ottocento sulla destra vi è l'Hotel l'Europe in cui fu ospite Teresa Leopardi nel corso del suo ultimo soggiorno pisano

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Veduta del Lungarno Regio (oggi Pacinotti) in una foto d'epoca ove si vede, tra gli altri, l'Hotel Victoria in cui furono ospiti i coniugi Carlo e Teresa Leopardi


Altri luoghi leopardiani a Pisa:

Via del Risorgimento

La città di Pisa, a ricordo della lirica IL RISORGIMENTO, intitolò una strada con il nome del componimento, non lontana dalla residenza leopardiana di Via della Faggiola.

E' probabile che le attuali vie Roma, Trento e Derna siano quelle ricordate da Leopardi nella lettera del 25 febbraio 1828 alla sorella Paolina:

"ho qui in Pisa una erta strada deliziosa, che io chiamo Via delle Rimembranze: là vo a passeggiare quando voglio sognare a occhi aperti. Vi assicuro che in materia d'immaginazioni mi par di esser tornato al mio buon tempo antico"

che all'epoca del soggiorno di Leopardi si trovava in aperta campagna

Palazzo Lupi

Via San Lorenzo, 15-19

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Alessandro Rosselmini a Giacomo Leopardi:

Lunedì (fine novembre-primi di dicembre 1827)

"Reverisce il sig. Conte Leopardi il Rosselmini, e lo prega anche a nome della Signora Mason di volere intervenire stasera all'adunanza dei Lunatici, che ha al solito luogo nella di Lei casa a ore 9"

Fondata nel novembre 1827, l'Accademia dei Lunatici riuniva persone notissime del mondo intellettuale che, sotto il suo apparente carattere burlesco, perseguiva scopi seri e profondi.

Palazzo Lanfranchi

Lungarno Galilei, 9-10

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Giovanni Rosini a Giacomo Leopardi:

novembre-dicembre 1827

"Alle 3 in punto siate dal Ponte, cioè sotto le Logge, chè andremo dalla Vaccà"

Distrutto durante i bombardamenti del secondo conflitto mondiale, sorge oggi un condominio

Palazzo Scotto Corsini

Lungarno Galilei

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foto del 1880

Giovanni Rosini a Giacomo Leopardi

Pisa fine del 1827 o principio del 1828

"I signorini Corsini voglion conoscervi, per un pò di male che ho detto di voi: sicchè ci andremo giovedì sera. Addio"

Il palazzo fu distrutto dai bombardamenti del 1943

Palazzo Di Lupo Parra

Lungarno Pacinotti 26

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Giovanni Rosini a Giacomo Leopardi

"A.C. Avete ricevuto un biglietto della Parra?

Oggi alle 3 1/2 siate nel solito luogo di Domenica, che anderemo dalla Vaccà, la quale è prevenuta. Sicchè Sofia alle 23 e Madonna Laura all'un'ora; ci è da fare il Canzoniere pretto pretto di Messer Francesco".

Questa abitazione, nel secolo scorso, fu dimora della famiglia Di Lupo Parra e di Lauretta, che intrattenne rapporti d'amicizia con Leopardi

Casino dei Nobili

Piazza Giuseppe Garibaldi

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foto del 1790 circa

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E' assai probabile che il Rosini lo condusse in questa elegante istituzione. Infatti in un suo biglietto a Leopardi si legge:

"Alle 3 in punto siate dal Ponte, cioè sotto le Logge"

Palazzo Carmignani

Lungarno Galilei 17

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Da una lettera di Girolamo Cioni ad Adolfo Angeli del 17 gennaio 1877 si evince che Leopardi fece visita in questo palazzo:

"Giovanni Carmignani dà principio al suo corso di diritto penale. La scuola Magna è piena zeppa.....si rivolge ad un usciere o bidello e richiede che nell'emiciclo sotto la cattedra sien disposte due sedie. Il bidello le dispone, e allora il Carmignani presenta alla scolaresca Giacomo....."

Purtroppo il palazzo fu distrutto durante la seconda guerra mondiale.

GIOVANNI CARMIGNANI (1768-1847)

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E' sepolto nel Camposanto monumentale di Pisa

Caffè dell'Ussero Palazzo Agostini

Lungarno Pacinotti, 26

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Leopardi, molto probabilmente, ebbe modo di frequentare l'elegante Caffè: basti pensare alla descrizione dei luoghi contenuta nella lettera del 12 novembre 1827 indirizzata alla sorella Paolina:

"vi brilla un sole bellissimo tra le dorature dei caffè"

Gravemente lesionato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, il caffè è stato riaperto nel 1959


FIRENZE

ad Adelaide Maestri 4 settemre 1828:

".....Fino dai primi di agosto ho cambiato alloggio: abito in Via del Fosso, da Piazza Santa Croce, n. 401 ....."

a Pietro Colletta 2 aprile 1830:

".....Io abitai costì tre mesi in via del Fosso (che è confusa per lo più con via Fiesolana), al numero 401, primo piano, con certe signore Busdraghi, buone persone e discrete...."

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Via del Fosso com'era

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Via Verdi

Nel palazzo c'è tuttora un affittacamere denominato "bed & breakfast Casa Leopardi" molto suggestivo ............

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a Gianpietro Vieusseux 17 agosto 1830:

".....Dovete vedere di mandarmi l'Antonelli a casa, o qui in Borgo degli Albizzi, n. 449, secondo piano, o in Via de' Banchi, ultimo uscio a manca di chi va alla Piazza di Santa Maria Novella, primo piano, dove io passerò tosto che potrò uscir di casa per fare il trasporto......"

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Piazza Santa Maria Novella angolo Via de' Banchi

A Firenze abitava anche Fanny la cui abitazione si trovava nell'attuale via Ghibellina 85 vicino a quella di Leopardi di via Verdi. Non ho trovato targa o altro riferimento in quella via che Leopardi chiamava "vezzosi appartamenti". L'unico riferimento trovato è quello della targa che ricorda il quartiere in cui abitava la Fanny denominato "il canto degli aranci"

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"canto degli aranci"

Il 10 giugno 1830 va ad abitare in Borgo degli Albizi come risulta dalla lettera di Leopardi a Vieusseux del 17 agosto:

".....Dovete vedere di mandarmi l'Antonelli a casa, o qui in borgo degli Albizzi, n. 449, secondo piano....."

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GIANPIETRO VIEUSSEUX (1779-1863)

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Palazzo Zanobi Buondelmonti

Abitazione del Vieusseux in piazza Santa Trinita 1

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da una stampa del primo ottocento

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https://youtu.be/2Jqs0xZcoRI

E' sepolto a Firenze nel Cimitero degli inglesi

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La Cappella Vieusseux (sotto) nel cimitero monumentale

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ROMA

Situato tra via de' Funari e via Caetani, attualmente sede della Discoteca di Stato, ospitò il giovane poeta durante il primo soggiorno romano; ebbe per sè una stanza d'angolo, al terzo piano, oggi chiamata "stanza del Leopardi" che però suscitò un certo disappunto in Giacomo che così scriveva al fratello Carlo il 25 novembre 1822 : "ma giunto ch'io sono, e veduto quest'orrendo disordine, confusione, nullità, minutezza insopportabile e trascuratezza indicibile, e le altre qualità che regnano in questa casa; e trovatomi intieramente solo e nudo in mezzo ai miei parenti (benchè nulla mi manchi), ti giuro (...) che la pazienza e la fiducia in me stesso (...) nom solamente sono state vinte, ma distrutte"

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Palazzo Mattei

a Paolina Leopardi 6 ottobre 1831

"Cara Pilla. Sono arrivato qua ier sera, dopo un noioso e faticoso viaggio, assai fresco e sano per non accorgermi d'aver patito nulla ....Non sono ancora uscito di casa (via Carrozza, n. 63, 3° piano) ....."

e a Paolina Leopardi 11 novembre 1831 da Via de' Condotti, n.° 81, 3° piano

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Via dei Condotti com'era

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Via dei Condotti oggi

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Palazzo Bolognetti in una foto d'epoca demolito nel 1903

Dal 1818 i couniugi Martinetti alloggiarono in questo palazzo in piazza del Gesù, di fronte a palazzo Altieri, celebre per aver accolto l'elite più intellettuale e l'aristocrazia più raffinata della capitale e dell'Europa. Nel 1839 Cornelia Rossi tornò a Roma per un breve periodo ed abitò nel palazzo Sinibaldi tra l'arco omonimo ed il vicolo dei Neri

Tomba di Torquato Tasso nella Chiesa di S. Onofrio al Gianicolo

(1544 -1595)

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Dalla lettera indirizzata al fratello Carlo:

"Venerdì 12 febbraio 1823 fui a visitare il sepolcro di Tasso e ci piansi.

Questo è il primo e l'unico piacere che ho provato in Roma (...). Tu comprendi la gran folla di affetti che nasce dal considerare il contrasto fra la grandezza del Tasso e l'umiltà della sua sepoltura..."

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https://youtu.be/jD0-RcLll9A

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https://youtu.be/5WrfrFxptns


PERUGIA

Nel novembre 1828 arriva a Perugia, di passaggio, dove sosta qualche giorno. Visita la marchesa Margherita Veglia e Giovan Battista Vermiglioli. Soggiorna nel Palazzo Vermiglioli nell'odierna Via Vermiglioli n. 16


NAPOLI

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Le frecce indicano la probabile abitazione di Leopardi al secondo piano di via San Mattia

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Via San Mattia, 88 secondo piano del Palazzo Berio

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Via Nuova S. Maria Ognibene, 52 Palazzo Cammarota al Vomero (la freccia indica la finestra dell'alloggio)

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Via Santa Teresa degli Scalzi com'era

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Via Santa Teresa degli Scalzi altezza civico 90 Vico Pero, 2

PALAZZO BAGNARA

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Francesco De Sanctis ricordò, con grande emozione, che in questo palazzo ubicato in Piazza Dante, Leopardì fece visita una volta, dove aveva sede la scuola del celebre purista Basilio Puoti


TORRE DEL GRECO - Villa delle Ginestre

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Foto d'epoca

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Villa delle Ginestre oggi

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camera da letto di Giacomo Leopardi


le persone

NAZARENA BELARDINELLI

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il ritratto della sorella di Nerina (Maria Belardinelli) in una foto d'epoca


GELTRUDE CASSI LAZZARI (1791-1853)

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Per comprendere appieno i sentimenti suscitati per l'infatuazione di Giacomo per la cugina Geltrude riporto un estratto del saggio di Giovanni Mestica "Studi leopardiani" Le Monnier 1901:

"Nel Conservatorio dell'Assunta, situato presso Porta marina, sull'entrata principale si trova un corridoio, che serve di passaggio a un salotto per uso di parlatorio. Il giorno che la Vittorina vi fu condotta, camminando Adelaide e Geltrude per quel corridoio, Giacomo e Carlo tenevano loro dietro: quando il primo, vinto da un impeto di amore, battè il capo nel muro. "Bada che te lo puoi spaccare", gli disse Carlo ridendo. Il quale, nel raccontare a me, cinquantanove anni dopo, il piccolo aneddoto, a questo punto atteggiò il labbro a un leggero e delicato sorriso, che mi apparve come un riflesso dell'antico; e mi aggiungeva che in quei giorni Giacomo trascorse più volte a consimili atti da disperato. Delle cose a me dette da Carlo nel 1876 su Geltrude Cassi, e stampate, giova ripeterlo, nel 1880, trovo in una scheda autografa di Giacomo questa conferma: "Testa battuta nel muro all'Assunta, faccia dignitosa ma serena e di un ideale simile a quel cammeo di Giove Egioco, avute le debite proporzioni"........

FRANCESCO CASSI (1778 - 1846)

Il fratello di Geltrude, scrittore e uomo di spicco, fu sepolto a Pesaro nella ex chiesa di San Nicolo' in via Castelfidardo allora parrocchia ma da anni il complesso e chiuso per restauri

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TERESA CARNIANI MALVEZZI (1785-1859)

"Dama di molto spirito e molta coltura"

a Carlo Leopardi - Bologna 30 Maggio 1826:

"..... Sono entrato con una donna (Fiorentina di nascita) maritata in una delle principali famiglie di qui, in una relazione, che forma ora una gran parte della mia vita. Non è giovane, ma è di una grazia e di uno spirito che (credilo a me, che finora l'avevo creduta impossibile) supplisce alla gioventù e crea un'illusione maravigliosa. Nei primi giorni che la conobbi, vissi in una specie di delirio e di febbre. Non abbiamo mai parlato di amore se non per ischerzo, ma viviamo insieme in un'amicizia tenera e sensibile, con un interesse scambievole, e un abbandono, che è come un amore senza inquietudine. Ha per me una stima altissima; se le leggo qualche mia cosa, spesso piange di cuore senz'affettazione; le lodi degli altri non hanno per me nessuna sostanza, le sue mi si convertono tutte in sangue, e mirestano tutte nell'anima. Ama ed intente molto le lettere e la filosofia; non ci manca mai materia di discorso, e quasi ogni sera io sono con lei dall'avemaria alla mezzanotte passata, e mi pare un momento. Ci confidiamo tutti i nostri secreti, ci riprendiamo, ci avvisiamo dei nostri difetti. In somma questa conoscenza forma e formerà un'epoca ben marcata della mia vita, perchè mi ha disingannato del disinganno, mi ha convinto che ci sono veramente al mondo dei piaceri che io credeva impossibili, e che io sono ancor capace di illusioni stabili, malgrado la cognizione e l'assuefazione contraria così radicata, ed ha risuscitato il mio cuore, dopo un sonno anzi una morte completa, durata per tanti anni ......"

C'é anche un aneddoto descritto da Antona-Traversi sulla passione amorosa di Giacomo.

"Una sera, trovandosi solo nel salotto della Malvezzi, gettassi in ginocchio innanzi a lei e fece una scena d'amore veramente lirica e drammatica. E' noto l'atroce scherno con cui la contessa accolse lo sfogo amoroso e l'ardente dichiarazione del povero Leopardi. Acceso in volto e anelante per la commozione, il poeta era nel più bello della sua focosa dichiarazione, quando la contessa, che, fino a quel punto, era stata ad ascoltare silenziosa, e tranquilla, dato di piglio improvvisamente al campanello e chiamato il servo, ordinò che fosse portato un bicchiere d'acqua all'acceso poeta."

Non è dato sapere se la scena tragicomica sia realmente avvenuta.....

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la sua tomba nella Certosa di Bologna


ANTONIETTA FERRONI TOMMASINI (1780-1839)

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la sua tomba nel cimitero della Villetta di Parma


MARIANNA BRIGHENTI (1808-1883)

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Anche per lei, Giacomo sentì più di una sincera amicizia.

Prospero Viani ebbe notizia di questo supposto amore del Leopardi, e ne chiedeva alla Brighenti già quasi ottuagenaria. La Brighenti gli rispondeva con una lettera alla sincerità della quale non possiamo non prestar fede, perchè nessuna ragione, ora meno che mai, poteva esservi, da impedire alla Brighenti di dire il vero; nè essa, comunque, avrebbe potuto mentire al suo Viani, col quale aveva antica e profonda amicizia e a cui aveva sempre aperto il prprio cuore alle più delicate confidenze. "....Permettetemi che vi dica che non so comprendere come voi abbiate potuto scrivere la lettera che ebbi e lessi ieri. Lasciando a parte gli esageratissimi elogi che fate di me che da tutti si sa, che io non ero se non una buona diavola amante del proprio dovere e nulla se più; ma che andate sognando o per dir meglio che cosa si sogna il vivente Conte Giacomo Leopardi che io abbia avuta corrispondenza amorosa col povero Conte Giacomo? Oh! gli uomini sono felici allorchè possono recar danno: Se questo fosse stato, che cosa sarei stata se non una civettuola che aspirava alla renomèe di tale, ingannando il più grande e il più degno e il più infelice degli italiani ! Il Conte Giacomo era dai nostri genitori, e da noi due rispettato e riverito come un esser eccezionale, ed Egli aveva la bontà di riguardarsi come figlio e fratello ci fosse. Mai una parola, uno sguardo ha Egli a me diretto che non fosse lo sguardo e la parola di un fratello. Voi dite che forse tale voce ha circolato e preso piede per opera della contessa Paolina: permettete e mi permettano gli altri che lor dica essere in perfetto errore. Nel fascicolo delle lettere della Paolina (che ove il Conte Giacomo le volesse leggere potrei, presentandosene il mezzo, fargli vedere) non un accenno, non uno scherzo, nulla, come poi infine meritavamo, tanto il Conte Giacomo che non era certo un petit maitre, nè io una ridicola Coquette e una superba da poter nutrire l'idea di divenire la Contessa Leopardi. Una sola lettera posseggo del Conte Giacomo, in risposta a una mia che gli diressi per il Papà che in quel momento non poteva farlo. Ora, ho venduto tutto quanto aveva d'oro e d'argento, ma la lettera di Leopardi giammai si dipartirà da me, come il più verace testimonio come egli mi onorasse della sua stima che era per me un tesoro" (30 gennaio 1882) E in data 8 febbraio 1882 ancora al Viani: "Vi scrivo queste poche righe per dirvi col più sincero dispiacere che non ho potuto trovare la lettera del Leoaprdi nè fra gli autografi nè fra le altre: Questa lettera era in unione a una del Professor Mori in cui mi onorava chiedendo il consenso alla domanda che egli faceva al Papà della mia mano e come crederete sono dispiacente anche di questa mancanza, nullameno tornerò a cercare, e se (non ridete) col mio siqueris a S. Antonio riuscirò a trovarla, ve la spedisco in anima e corpo come una memoria dell'amicizia che vi professo"

Ma la lettera non fu trovata .........


CORNELIA ROSSI MARTINETTI (1781-1867)

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da una litografia della seconda metà del XIX secolo

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Oggi non si parla più di questa donna, che nel primo trentennio dell'Ottocento fu una vera celebrità per bellezza, grazia, spirito, cultura, adoratori ed amici illustri, conosciuta anche da Leopardi.

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Giovanni Martinetti

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particolari dell'edicola e della loggia sul giardino della casa bolognese (ex convento delle Benedettine) in Via San Vitale, 56

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la sua tomba e quella del marito alla Certosa di Bologna


CHARLOTTE BONAPARTE (1802-1839)

a Paolina Leopardi (Firenze) 14 giugno 1831

"..... Questa sera debbo essere presentato a madame la Princesse veuve de Napoléon Bonaparte le jeune, Dama di molto spirito, che ha posto sossopra mezza Firenze per farmi indurre ad andar da lei. Addio addio."

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la sua tomba nella Basilica di Santa Croce a Firenze


CARLOTTA LENZONI DE MEDICI (1786-1859)

Animatrice di un famoso salotto fiorentino ospitò i personaggi più illustri e importanti dell'epoca, tra cui Leopardi

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La sua tomba nella Basilica della Santissima Annunziata di Firenze

Di seguito l'epigrafe per la tomba di un figlio di Carlotta sepolto nella chiesa di Santo Spirito a Firenze. Non ho trovato traccia all'interno della chiesa: molto probabilmente si trova nel chiostro che però non è accessibile al pubblico (vedi foto):

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AD ENRICO DEL CAV. FRANCESCO LENZONI

GIOVINE DI BELL'INGEGNO DI BEI COSTUMI

GIA' LODATO NELLA PITTURA

FECE LA MADRE CARLOTTA DE' MEDICI

CHE LO PERDETTE DI XXVI A. E 27 G.

LA MATTINA DE' 26 AG. MDCCCXXXII

MIO BUONO ENRICO SE COME SPERO SEI GIUNTO

ALLA COMPAGNIA DEI SEMPRE VIVENTI

PREGA L'ETERNA BONTA' PER LA TUA POVERA MADRE

PREGA PER TUO PADRE

E PER LI QUATTRO FRATELLI CHE TANTO AMAVI


FANNY RONCHIVECCHI TARGIONI TOZZETTI (1801-1889)

a Luigi de Sinner (Firenze) 1° giugno 1831

"..... Una Dama bellissima e gentilissima, (anzi la bellezza e l'amabilità stessa) mi prega a proccurarle degli autografi (voglio dir lettere, biglietti, o altri piccoli scritti) di persone distinte in letteratura o in politica o in armi ec. ec., antiche o moderne, morte o viventi: nel qual genere questa Dama ha già una bella collezione ....."

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Fanny

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https://youtu.be/umONxDKdPjs

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Via di Montisoni - Antella

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E' sepolta nella Cappella "Santa Teresa"nel cimitero monumentale di Antella (Firenze)


MADDALENA SIGNORINI PELZET (1801-1854)

Donna amata da Antonio Ranieri e forse anche da Leopardi

Che qualche galanteria corresse tra il poeta e l'attrice, lo prova il fatto che ebbe da lei il dono di un bicchiere che avrebbe dovuto rinnovargli il ricordo di lei quando lo ponesse alle labbra. Con nessun'altra donna i rapporti di Leopardi erano arrivati tanto in là da autorizzare un'allusione ai baci.

"Pregiatiss.mo Leopardi

Spero che non sdegnerete di accettare questo tenue ricordo.

- Piccolo è il dono al paragon di voi -

Tutto è però quel che donar poss'io -

così quando beverete a questo bicchiere vi rammenterete della vostra affezzionatissima amica

Pelzet"

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Da una pittura appartenuta a G.B. Niccolini

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CATERINA FRANCESCHI FERRUCCI (1803 -1887)

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Coetanea di Leopardi e leopardista della primissima ora.

Ci fu, forse, un solo incontro personale tra i due: quello bolognese del 1830.

Leopardi trovò in lei virtù, bontà, ingegno e modestia, qualità che forse non aveva trovato in nessun'altra donna e che esalta con riverenza nella lettera che le invia nel 1831.

Con lei inoltre condivide due grandi passioni: l'amore per il sapere e lo studio e una propensione per l'isolamento e la solitudine.

Fu sepolta nella cappella gentilizia della villa di S. Martino alla Palma, presso Firenze, con una semplice lapide la cui iscrizione del suo vecchio amico Ranalli riporta:

QUI RIPOSA IN CRISTO

CATERINA

DI ANTONIO FRANCESCHI E DI MARIA SPADA

NATA IN NARNI IL 26 GENNAIO 1803

MORTA IN FIRENZE IL 28 FEBBRAIO 1887

MOGLIE PER 54 ANNI A MICHELE FERRUCCI

DONNA PER INGEGNO E VIRTU' RARA IN OGNI TEMPO

QUASI UNICA NEL NOSTRO

___________________

IL FIGLIO ANTONIO ED IL NIPOTE FILIPPO

ALLA MADRE ED ALL'AVA OTTIMA DESIDERATISSIMA

CON MOLTE LACRIME

P. Q. M.


ROSA SIMONAZZI PADOVANI

Cantante modenese nata forse nel 1802. Soggiornò anche a Bologna andando a vivere nella casa degli Aliprandi dove era alloggiato Giacomo.

In una lettera dell'epistolario, Leopardi la definì "bella" e "distinta per un paio d'occhi che a me paiono belli"

Morì in un ospizio di Pisa all'età di 92 anni


GIOVANNA MAFFEI MOSTI

Colta ed energica nobildonna, conosciuta da Leopardi a Roma nel 1831 e rammentata in una lettera a Fanny del 5 dicembre di quell'anno, moglie del conte Antonio d'Este Mosti, accademico della Crusca.

Fu un personaggio ricercato non solo nei salotti dell'alta società, ma anche nei circoli patriottici.

Morì a Ferrara nel 1879


ORINZIA ROMAGNOLI SACRATI (1762-1834)

Tra i frequentatori di questa illustre nobildonna c'era anche Leopardi che l'aveva conosciuta già prima della parentesi romana dell'inverno 1831-1832 e per questo corse voce di un pettegolezzo su una presunta (e improbabile) relazione amorosa !!

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Residenza romana dell'ormai scomparso Palazzo Valdambrini

Tenne salotto a Roma, dove aveva partecipato all'accademia dell'Arcadia col nome di Fiordiligi Taumanzi, visse poi a Firenze dove morì nel 1834 e fu sepolta sotto il secondo arco del loggiato a sinistra del chiostro di S. Croce in una tomba posta a terra come testimonia una lettera di Giovanni Freppa (1800-1870) (editore livornese legato alla marchesa fino al giorno della sua morte) all'abate Melchiorre Missirini (anch'egli amico della Sacrati) per invitarlo a comporre un'epigrafe per la lapide della poetessa:

"La nostra ottima Marchesa cessa di vivere questa mane alle ore 9 h di mattino. Ho disposto che sia sepolta nel chiostro di S. Croce. Ricorro alla vs. bontà d'amicizia per pregarvi di stendermi la piccola iscrizione che dovrà stare su quel marmo che la ricoprirà. Son certo che accorderete questo favore alla mia affezione e all'amicizia che avete per la buona Marchesa Sacrati".

Questo il testo della lapide:

Orintia - Marchesana Romagnoli Sacrati - Cesenate - d'ardente immaginativa - e d'animo alla beneficenza - caldissimo - instituita dall'arguta Talia - ebbe spontanei i sali di Plauto - trattò la commedia ed il romanzo - e sagacemente gli uomini conobbe - meritò illustri benevolenze - e fino all'estrema età - raro e invidiabile esempio - non mancò d'amici fedeli. - Con forte petto - avvalorato dalla religione - il 12 maggio 1834 - d'anni LXXII - l'ultimo suo fato incontrò. - G.F. in argomento di gratitudine - questa modesta pietra collocava.

Purtroppo non ho trovato traccia della lapide probabilmente perchè divenuta illegibile per la sua posizione a terra.

Giovanni Freppa muore il 12 luglio 1870 e la sua lapide fu deposta al cimitero di S. Miniato alle Porte Sante


CLEMENTINA MONGARDI CARNEVALI (1804-1890)

Molti personaggi frequentarono il salotto romano di questa signora appartenente ad una illustre famiglia di dilettanti di canto tra i quali figurano: Massimo D'Azeglio, Giuseppe Melchiorri, Carlo Emanuele Muzzarelli, Giovanni Rosini, Pietro Tenerani, Antonio Ranieri.

Dalla corrispondenza Ranieri - Mongardi si ricava che anche Leopardi frequentò il suo salotto, durante il soggiorno romano dall'ottobre 1831 al marzo 1832.

E' sepolta al Verano nella Cappella del Gesù degli Agonizzanti di pertinenza dell'Ordine delle Orsoline.

In una nota biografica ho letto che fu sepolta nel cimitero romano del Verano nella Cappella del Gesù degli Agonizzanti di pertinenza dell'Ordine delle Orsoline.

Da ricerche che ho effettuato presso l'ufficio cimiteriale del Comune e l'ufficio vescovado per l'Ordine delle Orsoline (sempre all'interno del Verano) non è stata trovata nei relativi archivi alcuna traccia. Non mi resta che provare a cercare "di persona" nella cappella anche se sarà difficile, in quanto mi è stato detto che l'ambiente è vasto......

Il marito Natale Mongardi è invece sepolto nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva ornata da un busto di Petro Tenerani ove si legge:

A NATALE MONCARDI DA IMOLA/ESEMPIO DI VIRTU CITTADINE/TOLTO ALLI STUDI DEL FORO/PER ESSERE ALLO ESERCITO ITALICO/NELLE IMPRESE/DI GERMANIA DI PRUSSIA/DEL TIROLO DI SPAGNA/CAVALIERE DELLA CORONA FERREA/DELLA LEGIONE DI ONORE/NELLA MILIZIA DEI ROMANI PONTEFICI/TENENTE COLONNELLO/DELLA CONGREGAZIONE PRESIDENTE ALLE ARMI/SEGRETARIO GENERALE/DI ANIMO E DI COSTUMI ORNATISSIMI/MORTO A 23 DI NOVEMBRE DEL 1831/ANNO DELLA SUA VITA 46/CLEMENTINA CARNEVALI/QUESTO PEGNO DI AMORE CONIUGALE/POSE CON LACRIME


ELENA MASTIANI BRUNACCI (1770-1849)

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Pisa:

Da due inviti di Laura Cipriani Parra di novembre-dicembre 1827

"Desidero, Signor Conte, che sia senza violenza, almeno quanto al giorno, che lei faccia la sua presentazione alla Contessa Mastiani, che si promette un piacere non comune nel fare una così preziosa conoscenza"

e

"Il Conte e la Contessa Mastiani pregano il S. C.te Leopardi, d'intervenire ad un trattamento di Ballo che avrà luogo in loro Casa la sera del dì 11 Gennaio 1828

ed al quale si darà principio a ore 8. Pisa 2 Gennaio 1828

N.B. Sarà ammesso anche l'abito da Maschera"

si deduce che molto probabilmente Leopardì si recò nel Palazzo Mastiani Brunacci in Corso Italia, 40-50 residenza pisana di Elena Mastiani Brunacci celebre per la sua bellezza e per la brillante vita mondana che conduceva nei raffinati saloni del palazzo di famiglia, composto da ben 118 ambienti e da un vasto giardino.

Palazzo Mastiani

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particolare interno

E' sepolta nella Cappella Gentilizia intitolata a Sant'Anna nella tenuta di Pratello (Pisa) accanto al marito.

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PAOLINA RANIERI (1817-1878)

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Paolina in un ritratto giovanile

Chiesa di S. M. di Piedigrotta

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Chiesa di Santa Chiara

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Calco in gesso realizzato dallo scultore Tommaso Solari per il monumento funebre marmoreo eretto nella chiesa di Santa Chiara, distrutto in eseguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. La lapide riportava:

A

PAOLINA RANIERI

DI PEREGRINA MENTE DI PEREGRINI STUDI

DI PIU' CHE PEREGRINA MODESTIA

DI OPEROSA CARITA'

ALLA PATRIA AI MALATI AI POVERELLI

INSPIRATRICE INESAUSTA

DI SENTIMENTI DELICATI E PIETOSI

VERSO I BIMBI DELERITTI

IL GERMANO ANTONIO

DEDICO' DEVOTO


FRANCESCO PUCCINOTTI (1794-1872)

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riposa in Santa Croce


PIETRO COLLETTA (1775 - 1831)

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Patriota, storico e letterato italiano.

Come noto, grazie al suo aiuto e alla sua "colletta", Leopardi lasciò definitivamente Recanati accettando un assegno mensile della durata di un anno.

In una nota biografica risulterebbe sepolto a Trespiano (Firenze) ma da informazioni acquisite presso gli archivi locali dell'Ufficio cimiteriale non vi è traccia del nominativo. Mi è stato consigliato di rivolgermi all'Archivio di Stato di Firenze che ho interpellato senza, però, aver ricevuto risposta......


CARLO BOTTA (1766-1837)

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riposa in Santa Croce


GINO CAPPONI (1792-1876) G.B. NICCOLINI (1782-1861) ANTONIO TARGIONI TOZZETTI (1785-1856)

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riposano in Santa Croce

Accanto a Gino Capponi la targa di Niccolò Tommaseo:

A

NICCOLO' TOMMASEO

NEL TEMPIO DOVE I SUOI FUNERALI

DECRETATI DAL COMUNE

FECE PIU' SOLENNI

IL LUTTO DELLA NAZIONE

__________________________

LA CITTA' DI FIRENZE

MCMXIII

Tommaseo, a Firenze abitò prima in Via San Zanobi per circa un anno e successivamente in Via Fiesolana all'attuale n. 24 - terzo piano

Dimorò per quattordici anni in Lungarno delle Grazie al civico 14 come attesta la targa apposta dal Comune

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E' noto a tutti il giudizio negativo nei confronti di Giacomo. Arrivò perfino a dire, in una lettera inviata a Cesare Cantù del 1837, dopo la morte del poeta: "Nel duemila il Leopardi non avrà d'eminente nell'opinione degli uomini nè anco la spina dorsale, perchè i bachi della sepoltura gliel'avranno appianata".

E' sepolto nel cimitero di Settignano (Firenze) all'interno della chiesetta che si vede sotto ubicata di fronte all'ingresso del cimitero.

La chiesa è sempre chiusa ma grazie alla cortesia e disponibilità del custode ho potuto visitarla brevemente e scattare alcune foto. Vorrei sottolineare che la visita alla tomba di Tommaseo anche se rientra nell'obiettivo che mi sono preposto fin dall'inizio, non ha scaturito in me una particolare emozione o sentimento.

Rileggendo il testo della sua lapide mi permetto di chiedere io agli italiani:

ADESSO CHE SIAMO NEL VENTUNESIMO SECOLO, DI CHI CI RICORDIAMO MAGGIORMENTE ? DI NICCOLO' TOMMASEO O DI GIACOMO LEOPARDI ?

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G.B. Niccolini morì in questa casa in via Cavour 37 a Firenze

Palazzo Capponi risulta ubicato in Via del Mandorlo


CARLO TORRIGIANI (1807-1865)

Si racconta che Carlo Torrigiani sia stato uno gli amanti di Fanny Targioni Tozzetti

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Palazzo Torrigiani - Piazza dè Mozzi, 4 Firenze


PASQUALE LANDI (1817 - 1895)

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Chirurgo stimato, fu amico del fratello minore di Giacomo Leopardi, Carlo, con il quale intrattenne una relazione epistolare.


GIACOMO TOMMASINI (1768-1846)

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è sepolto nel cimitero della Villetta di Parma


FERDINANDO MAESTRI (1786-1860)

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marito di Adelaide, figlia dei coniugi Giacomo e Antonietta: anch'esso è sepolto nel cimitero della Villetta di Parma accanto alla tomba di Antonietta Ferroni


GIULIO PERTICARI (1779-1822)

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è sepolto nella chiesa di Sant'Agostino di Pesaro


CARLO PEPOLI (1796-1881)

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è sepolto nella Certosa di Bologna


PIETRO GIORDANI (1774-1848)

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1868

IL MUNICIPIO

VOLLE PERPETUATO IL RICORDO

CHE IN QUESTA CASA NACQUE

PIETRO GIORDANI

IL 1 GENNAIO 1774

Casa natale Giordani Palazzo Pallastrelli in via Pietro Giordani

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(da Google Maps)

Palazzo e giardino interno - Via Pietro Giordani 8 Piacenza

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E' sepolto nel cimitero della Villetta di Parma nell'Arco Privato dell'Università degli Studi di Parma, situato a destra dell'ingresso del cimitero

Iscrizione commemorativa affissa nella camera dove morì sita in Corso Vittorio Emanuele n. 95 :

Qui morì

Pietro Giordani piacentino

il 2 settembre 1848

74° dell'età sua

Amico fraterno della gioventù generosa

primo divinò il genio

e glorificò il nome

di

Giacomo Leopardi

Per lo libero amore del vero

patì carcere esili

Di letterario magistero

di erudita sapienza

legò alla patria italiana

tesori non perituri.

In occasione del suo funerale fu dettata la seguente epigrafe:

Esequie

a Pietro Giorani

onore delle Italiane lettere

esemplare

di beneficienza e carità

Ho anche trovato un documento che riporta sua madre Maria Teresa Sambuceti, morta il 2 maggio 1827 e sepolta nel cimitero di Piacenza nella cappella della Confraternita delle Torricelle dove il suo nome è tuttora ricordato da una lapide e non dall'epigrafe del figlio.

L'epigrafe per il padre:

GIAMBATTISTA DI CARLO GIORDANI

VISSUTO CIRCA LXX ANNI

PARCO SINCERO DIVOTO

RESTA NELLA MEMORIA DELLA MOGLIE

TERESA SAMBUCETI GENOVESE

E DE' FIGLI

PIETRO ANTONIO LIVIA

Epigrafe per la sorella Livia che si legge nel cimitero di Piacenza:

MIA LIVIA

CHE FOSTI IDEA DI BONTA'

CHIAMA PRESTO A TE IL FRATEL TUO

INFELICE DI VIVER TROPPO E VIVERE DOPO TE

XX GEN. MDCCCXLIII.


PIETRO BRIGHENTI (1775 - 1848)

Padre di Marianna (vedi sopra).

Anche se fu accusato di essere un confidente della polizia austriaca, fu sincero amico di Leopardi.

Anzi è riconosciuto da tutti i biografi la circostanza che fu probabilmente proprio a Bologna nel 1826 in casa Brighenti che Leopardi trascorse il più felice Natale della sua vita.

In un opuscolo di fine Ottocento ho trovato che fu sepolto assiema alla moglie, Maria Galvani, nella chiesa dei Minori Osservanti di Forlì detta di Valverde (chiesa a quanto pare scomparsa) la cui iscrizione sepolcrale dettata da Prospero Viani così recitava:

11 AGOSTO MDCCCXLVIII

NOI MARIANNA ED ANNA ABBIAMO QUI DEPOSTO

PRESSO LA NOSTRA MADRE DOLCISSIMA

L'ADORATO PADRE NOSTRO

PIETRO DI BARTOLOMEO BRIGHENTI AVV.

NATO A CASTELVETRO DI MODENA

E MORTO IN DIO D' A. OLTRE LXXIII

NOBILE D'ANIMO D'INGEGNO D'ASPETTO

CHE MERITO' DEGNI OFFICI

E VICEPREF. GOVERNO' CESENA

REGNANTE NAPOLEONE

MA CANGIATI I TEMPI VISSE SENZA FORTUNA

PUR SEMPRE ONORATO PER SUE VIRTU' E STUDI DA MOLTI

INTIMO DI PIETRO GIORDANI E GIACOMO LEOPARDI.

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partecipazione della morte di Pietro Brighenti da parte delle filgie Marianna ed Anna

Nel 1843 mentre il Brighenti teneva a Forlì l'ufficio di Giudice supplente, morì la moglie e dentro la cassa funebre in un vaso di piombo fu posta questa pergamena dal Brighenti stesso dettata.

"Spoglie mortali di Maria Galvani, nobile Modenese, uscita di questo mondo alle ore 2 1/2 antimeridiane del giorno 14 novembre 1843, in età d'anni 70, mesi 10, giorni 11.

Nacque Maria Galvani in Modena il 3 gennaio 1773, dai coniugi Francesco Galvani ed Anna Zenzani. Fu per 45 anni consorte a Pietro Brighenti, avvocato bolognese,il quale consolò di quattro figli. Ebbe da natura ingegno pronto e vivace, con robustezza di mente e di corpo, che la resero superiore al suo sesso. Ebbe istruzione non comune, costanza nelle avversità, religione purissima, sviscerato amore dei suoi. Fu studiosa delle amene lettere e della storia: sostenne con forte animo lunga e dolorosa infermità; incontrò l'ultimo fine con imperturbata e santa rassegnazione. Il marito di lei e le figlie superstiti, Marianna ed Anna, qui con molte lagrime ne composero il tumulo.

O anima dsideratissima, Iddio benedetto conceda alle tue virtù il premio dei giusti, e doni alle tue preghiere il soccorso a noi di quella pace, che tu partendo c'involasti!"


NICCOLO' PUCCINI (1799 - 1852)

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Ritratto (Museo civico Pistoia 1843)

Ebbe rapporti con i più importanti personaggi della sua epoca e fra questi c'era anche Giacomo Leopardi. Una testimonianza è il testo per il monumento di Raffaello nella villa di Scornio scritto da Leopardi:

Raffaele d'Urbino/ Principe de' Pittori/ e miracolo d'ingegno/ inventore di bellezze ineffabili/ felice per la gloria in che visse/ più felice per l'amore in che arse/ felicissimo per la morte ottenuta/ nel fiore degli anni/ Niccolò Puccini questi lauri questi fiori/ sospirando per la memoria di tanta felicità/ MDCCCXXXII/ Giacomo Leopardi

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Il monumento a Raffaello e quello asinistra

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Villa di Scornio a Pistoia da una incisione del 1845. La sua casa natale si trova in Via del Can Bianco

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veduta del Ponte Napoleone della Ghiacciaia e della Torre di Catilina

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Veduta del Ponte Napoleone e della Palazzina dei Promessi Sposi

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Veduta della Palazzina dei Promessi Sposi del giardino Puccini

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il Castello Gotico o Fortezza del Giardino Puccini

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veduta della zona settentrionale del giardino

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Pantheon degli uomini illustri nel parco di Scornio


PIETRO FRANCESCO GALLEFFI (1770 - 1837)

Il Cardinal Camerlengo che decise il destino di Leopardi opponendosi alla nomina di segretario dell'Accademia di Belle Arti di Bologna.

Il motivo della mancata assegnazione del posto di Segretario dell'Accademia di Belle Arti di Bologna è esposto nella relazione al Papa Leone XII voluto da Galeffi della quale riporto il passo più signifiativo:

" ....La seconda cosa è che il Cardinal Camerlengo, informatosi dell'indole e della condotta del Leopardi, è venuto a conoscere essere egli in vero dotato di molta dottrina, massime nelle lettere greche ed italiane, e d'un ingegno veramente grande e straordinario, ma esservi al tempo stesso motivo di dubitare della rettitudine delle sue massime, sapendosi essere egli molto amico ed intrinseco di persone già note per il loro non savio pensare e avendo, BENCHE' CON MOLTA ASTUZIA, fatti trapelare i suoi sentimenti assai favorevoli alle nuove opinioni morali e politiche in odi italiane da lui stampate l'anno scorso in Bologna.........come è d'avviso che non sia cosa prudente impiegarlo in Bologna lontano alquanto dagli occhi del Governo che può sopravvegliarlo, così opinerebbe che fosse occupato in Roma nella Vaticana come scrittore o in altro modo dove potesse sviluppare meglio i suoi talenti E INSIEME TENUTO CON RITEGNO E VEGLIATO NELLA SUA MORALE E POLITICA CONDOTTA.Esposte per dovere queste cose con l'ingenuità di cui si pregia il cardinale Camerlengo rimettere alla Sapienza di Vostra Santità la determinazione di questo affare, e il decidere qual risposta deesi per lui fare alle vive racomandazioni dell'E.mo Segretario di Stato"

Se Leopardi avesse ottenuto quel posto, forse oggi avremmo raccontato un'altra storia........

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Caricatura - Forlì, Biblioteca comunale "Aurelio Saffi"

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E' sepolto a Roma nella chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini e Convalescenti.


PIETRO TENERANI (1789 - 1869)

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Il Canto "Sopra un basso rilievo antico sepolcrale dove una giovane morta è rappresentata in atto di partire, accomiatandosi dai suoi" fu ispirato dal bassorilievo scolpito da Tenerani nel 1825 per la tomba di Clelia Severini visibile nella basilica di S. Lorenzo in Lucina a Roma

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E' sepolto nella Basilica di Santa Maria degli Angeli di Roma


ANDREA CARDINALI (1782 - 1852)

Fu sepolto nella chiesa collegiata San Lorenzo e San Biagio di Monte San Pietrangeli (provincia di Fermo) dove a ricordo fu posto un medaglione con la seguente epigrafe dettata da Giuseppe Fracassetti

H.S.E.

ANDREAS. ROMUALDI. F. CARDINALIUS

QUI. GRAECAS. LATINASQUE. LITTERAS. EDOCTUS

IN. SUMMA. ERUDITORUM. COLLEGIA. COOPTATUS

POESIS. ET. DOCTRINAE. LAUDE. PLURIMUM. CLARUIT

RAVENNAE. ET. MACERATAE

GRAVISSIMIS. MUNERIBUS. ET. LEGATIONIBUS. NAVITER. FUNCTUS

OMNIUM. AMOREM. PROMERITUS .EST

CUIUS. PIETATEM. ANIMIQUE. CONSTANTIAM

AEGROTATIO. DIUTINA. COMPROBAVIT

ALOISIUS. CANONICUS. HUIUS. AEDIS

FRATRI. AMANTISSIMO. HEU. SUBITA. VI. MORBI. PRAEREPTO

POSTID. ID. QUINCTIL. A. MDCCCXLV.

AETAT. SUAE. LXIII. M. IX. D. I.

CUM. LACRIMIS. POSUIT


LUIGI DE SINNER

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Studioso svizzero e amico di Leopardi che gli affidò i suoi manoscritti filologici giovanili.

Fu sepolto a Firenze nella Basilica di S. Miniato al Monte con l'epigrafe:

HONORI ET MEMORIAE

ALOISII GABR. F. DE SINNER

DOMO AROELE MONTE IN PAGO BERNENSI

QVI PRAESTANTIA INGENII AC DOCTRINAE COPIA

GENERIS NOBILITATEM SVPERGRESSVS

INTER PHILOLOGOS BROBATISSIMOS

THESAVRO GRAECAE LINGVAE DENVO ADORNANDO EDENDOQVE

PARISIIS ADLECTVS

SANCTORVM IDEM PATRVM CHRYSOSTOMI ET BASILII

CODICVM ADIVMENTO CERTOQVE IVDICIO FRETVS

OPERA IBI EDIDIT CASTIGATISSIMA

QVORVM ASSIDVA COMMENTATIONE EDOCTVS

FORTI ANIMO DIVINOQVE INSTINCTV

CATHOLICAM PROFESSIONEM FLORENTIAE AMPLEXVS EST

NATVS AN LIX

APOPLEXIAE MORBO PLVRES PER MENSES TOLERATO

PIVS OBIIT XVI KAL MAII AN. MDCCCLX

TE XP IN PACE

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FELICE LE MONNIER (1806-1884)

Fondatore della famosa casa editrice anche delle opere leopardiane, è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante di Firenze

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BARTHOLD GEORG NIEBUHR (1776-1831)

Niebuhr, dopo la nomina a ministro della Prussia, presso il Vatiano, soggiornò a Roma dal 1816 al 1823 e dal 1° giugno 1817 andò ad abitare nel Palazzo Savelli (oggi Orsini) in via di Monte Savello n. 30.

E' sicuro che Leopardi andò a trovarlo nel 1823 come testimoniano due sue lettere indirizzate al fratello Carlo del 12 e 22 marzo 1823.

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Palazzo Savelli in una foto d'epoca


FRANCESCO CANCELLIERI (1751 - 1826)

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Bibliotecario ed erudito, non fu molto simpatico a Leopardi.

Da una lettera del 25 novembre 1822 al fratello Carlo, Leopardi scrive:

"... Ieri fui da Cancellieri, il quale è un coglione, un fiume di ciarle, il più noioso e disperante uomo della terra ...."

da Roma

La sua abitazione era situata nei pressi del palazzo Farnese in via del Mascherone, 65 e nel vestibolo della casa è murata una lapide nella quale si leggono i versi seguenti:

Sum Francisci Cancellieri

O utinam celebrer Fidis Ego semper amicis

Parva licet nullo et nomine clara Domus

E' sepolto nella basilica Lateranense presso il sepolcro del cardinale Antonelli

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https://youtu.be/0AXP7rWmC6c


ALESSANDRO POERIO (1802 - 1848)

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Patriota, protagonista dei moti del 1848. Grazie a lui Giacomo Leopardi conobbe Fanny Targioni Tozzetti

E' sepolto nel cimitero di San Michele a Venezia nella tomba della famiglia Paravia


GIOVANNI ROSINI (1776-1855)

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Poeta, romanziere, filologo, oratore, critico letterario, commediografo, direttore di riviste e storico dell'arte. Fu in ottimi rapporti di amicizia con Leopardi durante il soggiorno pisano.

In un opuscolo del secolo scorso risultava sepolto nel Camposanto urbano di Pisa ma da ricerche ed informazioni condotte presso l'ufficio cimiteriale non vi è più traccia del luogo di sepoltura.

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La sua abitazione in Piazza Arcivescovado, 3 Pisa


GIUSEPPE MONTANI (1786 - 1833)

Fu tra i primi a comprendere la grandezza di Leopardi

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MELCHIORRE MISSIRINI (1773 - 1849)

Fra i due ci fu reciproca stima nonostante la famosa gaffe di Leopardi nei suoi confronti

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Entrambe le lapidi sono nel Chiostro di Santa Croce a Firenze


TERENZO MAMIANI (1799 - 1885)

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Uomo politico, filosofo e poeta. Strinse amicizia anche con Leopardi.

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E' sepolto a Pesaro nel cimitero centrale di San Decenzio.


FILIPPO SCHIASSI (1763 - 1844)

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Risulta sepolto nel Pantheon della Certosa di Bologna


CARLO EMANUELE MUZZARELLI (1797 - 1856)

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GIOVANNI MARCHETTI (1790 - 1852)

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Poeta insigne e politico sotto Pio IX Riposa nella Certosa di Bologna


PAOLO COSTA (1771 - 1836)

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Riposa nella Certosa di Bologna


ANTONIO PAPADOPOLI (1802-1844)

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Nobile veneziano come testimonia il palazzo familiare sul Canal Grande, strinse amicizia con Giacomo Leopardi durante il soggiorno bolognese.

Personaggio poco conosciuto, è stato suo grandissimo amico dopo Pietro Giordani e Antonio Ranieri


ALTRI INCONTRI BOLOGNESI:

DIONIGI STROCCHI (1762-1850) - FRANCESCO ORIOLI (1783-1856) - FRANCESCO TOGNETTI (1767-1849)

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Dionigi Strocchi visse e abitò per molti anni a Faenza in casa Borghi-Biancoli corso Garibaldi, 19 angolo via Fadina ed è sepolto nella cattedrale di Faenza

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In questo punto, come risulta dagli atti, è ubicato il monumento (scomparso) di Francesco Tognetti nella Sala Ellittica della Certosa di Bologna

GIUSEPPE MEZZOFANTI (1774-1849) - MASSIMILIANO ANGELELLI (1775-1853) - VINCENZO VALORANI (1786-1852)

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Giuseppe Mezzofanti

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Bologna

targa sulla abitazione in via Malcontenti angolo via Bertiera

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La sua tomba nella chiesa di S. Onofrio a Roma ove riposa anche Torquato Tasso

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monumento di Massimiliano Angelelli alla Certosa di Bologna

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monumento di Vincenzo Valorani alla Certosa di Bologna


FILIPPO AURELIO VISCONTI (1754-1831)

Fu l'esponente della famiglia Visconti più vicino a Leopardi; anche se mancano testimonianze epistolari dirette, viene definito da Angelo Carnevalini un amico di Giacomo al punto che aveva promesso, al posto del poeta che non era stato nemmeno consultato, dei versi commemorativi per il fratello dello stesso Carnevalini, Orazio, che in realtà Leopardi, come è noto, aveva rifiutato risolutamente di scrivere. La menzogna di Visconti venne scoperta e il millantatore fu costretto a fare le sue scuse a Carnevalini, suscitando il riso di Giacomo, informato a Recanati su tutta la faccenda dal cugino Melchiorri.

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Fu seppellito nella cappella dei Visconti della chiesa di San Giovanni de' Fiorentini a Roma. Purtroppo non ho trovato traccia all'interno della chiesa


ANTONIO STROZZI (1805-1864)

Lo storico lughese Michele Rossi sostiene che Leopardi fece una sosta in casa Strozzi.

L'attuale proprietario del palazzo, ha fatto murare sulla facciata dell'edificio una lapide che recita:

QUESTA CASA FU DEI CONTI STROZZI (FIRENZE-FERRARA) CHE RISIEDERONO A LUGO DAL SEC. XV.

ANTONIO (1805-1864) LETTERATO, AVVOCATO, CAVALIERE, CIAMBELLANO DI LEOPOLDO II DI TOSCANA

QUI OSPITO' G. LEOPARDI E CONCESSE COME "ANZIANO" IL DIPLOMA DI PATRIZIO LUGHESE

A G. ROSSINI (1858).FU PARLAMENTARE DI PIO IX.IL CONTE E I SUOI AVI RIPOSANO AL

SANTUARIO DELLA MADONNA DEL MOLINO, CAPPELLA PRIMA A DESTRA, DEDICATA A S. DOMENICO

23 - VIII - 1931 "CORRIERE LUGHESE" MICHELE ROSSI FERRUCCI.

LO STABILE FU ACQUISTATO ALLA FINE DEL SEC. XIX DAI CONTI CAMERINI PER ESSERE POI VENDUTO

NEGLI ANNI 1930 ALL'INDUSTRIALE PASTAIO ALDO TAZZARI (1883-1941), MAZZINIANO.

DAL 1943-1945 FU RIFUGIO DEI PARTIGIANI.

FRANCESCO TAZZARI (1878-1945) FU FUCILATO DAI NAZIFASCISTI.

OTTOBRE 2005

ALDO DENTE

A MEMORIA POSE

Mancano, tuttavia, riscontri oggettivi sulla veridicità del particolare.


AUGUST VON PLATEN (1796-1835)

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Strinse amicizia con Leopardi durante il soggiorno napoletano.

Attratto dalle bellezze italiane aveva deciso di trascorrervi gli ultimi anni della sua vita e morì a Siracusa.

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(Albergo dell'Aretusa - via dell'Amalfitania n. 19)

AVGUSTO PLATEN

DI ANSBACH

ALLA TERRA DELL'ANTICA POESIA

ANELANDO

VENNE IN SIRACVSA

E IL 5 DICEMBRE 1835

MORI'

IN QVESTA CASA

e anche:

IL MVNICIPIO

OSPITE GUGLIELMO II IMPERATORE

IL 7 APRILE 1896

QVESTA MEMORIA

POSE

Fu sepolto in una fossa scavata nella roccia viva in contrada San Giovanni all'interno della proprietà della villa del cav. Mario Landolina (ora villa Interlandi) situata su un altopiano roccioso attiguo ai due quartieri dell'antica metropoli dorica: Neapolis e Acradina ove riposano anche i resti di altri illustri personaggi.

Sul monumento si legge la seguente epigrafe:

D.O.M.

AUGUSTO. COMITI. PLATEN. HALLERMUNDE

ANSPACHIENSI.

GERMANIAE. HORATIO.

VITA. FUNCTO. SYRAC. N. DEC. MDCCCXXXV

VIXIT. AN. XXXIX. M.I. D.XII

MARIUS. LANDOLUS. NAVA. EQUES. S.M.O.H.

H. M. P.

S. T. T. L.

ed ai piedi quest'altra

AVCTORITATE PATRVM SERVATA

CENTVM ANNIS POST OBITVM

GERMANI ITALIOVE

EGREGIVM MVSARVM ALVMNVN

ALTERO HONORE DONAVERVNT


I FAMILIARI

La tomba di famiglia nella chiesa di Santa Maria in Varano a Recanati

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Iscrizione di Carlo Leopardi per la morte di Paolina Mazzagalli che si legge nel cimitero di Recanati:

Qui, dopo aver pianto, nascosta a tutti, la figlia Luigia per otto anni, quattro mesi, e ventiquattro giorni, discese Paolina Mazzagalli partita nel mezzo della notte ad una chiamata improvvisa del supremo signore, senza aver tempo di congedarsi dai suoi cari. Donna di animo alto, antico: di un cuore che il cielo ritrasse su quello degli angeli, di cui ebbe le forme, e i costumi: d'ingengno eletto, squisito: religiosa, fedele, soave, generosissima: figlia, sorella, sposa, madre più unica che rara. Infelice sempre quanto meritavano nel mondo le sue virtù, e subito tolta alla sola in cui era ricambiata di conforto, l'amore immenso pei suoi. Nata il 23 gennajo 1803. Si sposò a Carlo Leopardi il 12 marzo 1829. Tutto egli abbandonò per lei, non ella mai la madre e le sorelle avanti l'infausto 13 settembre 1850. Pace, anima cara, che non avrà chi te la prega da lui, in cui sperasti, e credesti. Solo riposo è sapere, che il nostro dolore non può morire.


CARLO LEOPARDI (1799 - 1878)

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La sua tomba si trova, per l'nteressamento della moglie Teresa Teja, nel terreno annesso alla villa di sua proprietà, in San Leopardo, presso la strada che conduce da Recanati a Macerata e non lontano dalla Chiesetta di S. Leopardi dove sono sepolti tra gli altri anche Giacomo jr. e sua moglie contessa Sofia nata Bruschetti

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(fonte google)

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(cartolina d'epoca)


FERDINANDA LEOPARDI MELCHIORRI (1777-1822)

Zia affezzionatissima a Giacomo morì ai Bagni di Nocera Umbra poco più di due mesi prima che Giacomo intraprendesse il viaggio per Roma dove era stato da lei invitato a recarsi.

Fu sepolta nella chiesa di Stravignano, oggi in restauro, e sulla lapide c'era scritto:

"A FERDINANDA LEOPARDI MELCHIORRI / MORTA IN QUESTI BAGNI IL XXXI AGOSTO MDCCCXXII / E QUI SEPOLTA / DEL SOMMO E INFELICISSIMO / GIACOMO LEOPARDI / PER CURE AFFETTUOSE ZIA BENEMERITA / NEL CENTENARIO DELLA NASCITA DI LUI / XXIX GIUGNO MDCCCXCVIII / IL CONSIGLIO COMUNALE DI NOCERA"


LA CHIESA DI SAN VITALE A FUORIGROTTA (prima della demolizione)

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Progetto di restauro dell'architetto Nicola Breglia

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in data 4 luglio 1897 la tomba di Leopardi fu dichiarato monumento nazionale

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inaugurazione della tomba di Giacomo Leopardi

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come si è trasformata la piazza oggi.......

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Questa è la cassa contenente i resti mortali di Giacomo Leopardi rinvenuta in occasione della ricognizione del 21 luglio 1900


FRANCESCO SORBINO (1778-1855)

Il suo nome è famoso per aver consentito - secondo il racconto di Antonio Ranieri - la sepoltura di Giacomo Leopardi nella chiesa parrocchiale di San Vitale.

Morì il 18 agosto 1855 a Torre del Greco.

Il suo cadavere fu portato a Fuorigrotta ed inumato in San Vitale. I resti mortali, insieme a quelli di don Domenico Del Giudice (1798-1824), suo immediato predecessore, e di alcuni confratelli della Congrega del Santissimo Sacramento vennero alla luce il 25 aprile 1940, durante i lavori di demolizione della chiesa parrocchiale. Da questa furono traslati al cimitero di Fuorigrotta ove trovarono una sistemazione provvisoria. La definitiva, in apposita grande nicchia, l'ebbero nel 1951, come si legge nell'epigrafe dettata da monsignor Vincenzo Cafaro (1889-1958)

DOMENICO DEL GIUDICE E FRANCESCO SORBINO

PARROCI DI S. VITALE

CON CONFRATELLI DEL SS. SACRAMENTO

DALLA CHIESA PARROCHIALE

ABBATTUTA PER LA MOSTRA D'OLTREMARE

IL LUNEDI' IN ALBIS DEL 15 MARZO 1940

DALLA VENERABILE ARCICONFRATERNITA

PIAMENTE QUI DEPOSTI NELLA PACE DEL SIGNORE

28 APRILE 1951


ANTONIO CANGIANO

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Parroco di Fuorigrotta


IL SACELLO DI LEOPARDI A RECANATI

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La Tomba di Giacomo Leopardi dal 22 febbraio 1939 nel Parco Virgiliano

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Urna in bronzo con la terra del Colle dell'Infinito dono votivo di Recanati

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Luigi Polverigiani, segretario del centro di studi leopardiani, indica alcune pietre provenienti dal sepolcro di San Vitale

Ecco l'estratto della lettera del 10 dicembre 1938 al Vescovo di Pozzuoli Alfonso Castaldo

".........Da ultimo, occorre rivelare un fatto, quasi da tutti ignorato, il sacerdote Giuseppe Ciaramella, ora defunto, assistente della parrocchia di S. Vitale Martire, al tempo del parroco Antonio Guadagno, in cui avvennero restauri radicali della surricordata Chiesa e la sistemazione definitiva degli avanzi mortali del Leopardi nel pronao di essa; racontava che un giorno, mentre dei muratori colmavano l'ipogeo della suddetta parrocchia, dove anticamente si seppellivano i cadaveri, il Parroco raccomandò ad essi di collocare in un luogo sicuro una cassa, in cui era provvisoriamente la salma del Poeta, che a brevissima scadenza sarebbe dovuta essere deposta nel pronao, come innanzi si è detto. Cio il Guadagno aveva caldamente racomandato, perchè, se per caso si fosse spezzata la fune dell'argano, il cofano, pieno di pietre, che vi era affidato, indubbiamente sarebbe precipitato sull'indicata cassa. Ma i muratori non eseguirono l'ordine del Parroco, il quale, frattanto, era andato via; e durante la sua assenza accadde appunto quant'egli aveva previsto. Allora i muratori in fretta e furia raccolsero le ossa, ch'erano uscite fuori della cassa. Però, per timore che il Parroco fosse ritornato presto, non poterono avere quella cura, che la circostanza richiedeva. Si aggiunga che proprio li vicino si trovarono radunate parecchie altre ossa umane, che si dovevano trasportare al cimitero, per deporle nell'ossuario comune. Il Ciaramella asseriva ancora che l'accaduto, ad evitare qualche severo provvedimento, fu tenuto nascosto al parroco Guadagno.

Non sembra, poi, superfluo notare che qualche volta l'esposta narrazione del Ciaramella fu anche ascoltata dal reverendo Vitale De Gennaro, tuttora vivente.

Così, certamente, è facile spiegare la scomparsa del teschio e il rimanente, di cui si è fatto cenno sopra, poichè il sacerdote Ciaramella non fu mai visionario, anzi era sano di corpo e di mente; e non aveva nessuno interesse di inventare ciò, che narrava.

Quando, poi, tra il professore Enrico Cocchia e il Taglialatela si agitò la polemica circa la veridicità o meno della sepoltura del Leopardi a Fuorigrotta, io ero studente universitario e riferii al Cocchia il racconto del Ciaramella.

Egli, giacchè la polemica tra lui e il Taglialatela era già esaurita, per il bene di Fuorigrotta mi esortò a tacere; ed io, in omaggio al mio maestro, obbedii: Anzi mi notò anche il motivo della sua esortazione, dicendomi che, a prescindere da altro, un monumento nazionale accrese sempre decoro a un paese.

Dunque è più che legittimo concludere che almeno parte e precisamente la migliore del cadavere del grande Recanatese giace nell'ossuario comune del Camposanto di Fuorigrotta. Non pare voluto dalla Provvidenza che qualche cosa del Cantore della Ginestra resti sempre a Fuorigrotta, in un modo o in un altro, e sopratutto in un luogo, dove il culto della vera religione regna sovrano ?

Con bacio al sacro anello."

Dev.mo suddito.

Sac. Salvatore Triunfo

I fatti, dunque, andarono come raccontò Sacerdote Triunfo ?

E' vera la versione di Antonio Ranieri ?

Risolto il mistero ?

Altro particolare.

Circa la tradizione della cerimonia funebre che sarebbe avvenuta nella chiesa di San Vitale, Enrico Cocchia nella Memoria letta all'Accademia Pontaniana con il titolo "La sepoltura e la pretesa conversione di Giacomo Leopardi" del 1909 accenna che di detta tradizione era depositario un vecchio ottantaduenne, don Nicola d'Ambra di Fuorigrotta che interrogato dallo stesso Cocchia sulla memoria di quell'avvenimento rispose con questa parole:

"Di Giacomo Leopardi non ho che una sola rimembranza, quella cioè di averne veduto il cadavere nella chiesa di S. Vitale, ove fu tumulato nella fossa ultima, a mano sinistra entrando in chiesa. Altri fanciulli venuti meco, per semplice curiosità, ne fummo tutti discacciati dal sagrestano".

Ed ancora:

Un articolo del 20 febbraio 1909 apparso su "Il giornale d'Italia"

Il riposo di Giacomo Leopardi

La prova della sepoltura a San Vitale

Chiarissimo sig. Direttore,

I lettori del Giornale d'Italia son troppo bene informati della recente polemica, intorno alla tomba di G. Leopardi, suscitata dal buon padre filippino G. Taglialatela, perchè sia il caso che io rievochi in questa mia i termini della disputa. A mettere fine a questa, già discesa a personalità per opra di alcuni che han voluto levar la voce senza conoscere le cose, viene a buon punto un documento da me rinvenuto nell'Archivio del Palazzo reale di Napoli nei registri della Polizia borbonica. In quello che, circa le CONCESSIONI SPECIALI, si riferisce ai permessi di sepoltura accordata in luoghi riservati o in chiese nell'anno di epidemia colerica 1837, è scritto a pag. 272: "Col consenso di S.E. il Ministro del Carretto ai signori Ranieri dom.to Vico Peri, 2, concesso sepoltura EXTRA COMMUNIA per Conte G. Leopardi di Recanati in casa di essi Ranieri dom.to e decesso per intropericardia, 14 giugno 1837". Il giorno innanzi simile permesso di sepoltura oltre la fosse comune ossia il camposanto dei colerosi è accordato a certo Principe Fortunata.

Questo documento, che il p. Taglialatela può consultare dopo regolari pratiche, dovrebbe convincerlo alfine di essere caduto in un grave errore, volendo prestar fede al documento della Parrocchia di S. Margherita in Fonseca. E badi ancora il dotto filippino che il Ranieri non altrimenti aveva dichiarato, scrivendo di essersi munito di regolare permesso dalla Polizia per il trasporto della salma del poeta a Fuorigrotta. Nè la dichiarazione del colonnello F. Ranieri fatta al GIORNALE D'ITALIA è in contradizione con quanto A. Ranieri affermò, perchè il divieto delle guardie fu causato da sospetto di uccisione, e quindi di permesso carpito chi sa come, non da mancanza del permesso pel passaggio della salma alla barriera.

Ringraziandola signor Direttore della pubblicazione della presente per la verità, le porgo i miei ossegui.

Napoli, 18 febbraio 1909

Fausto Nicolini

Archivista di Stato

ANTONIO RANIERI (1806-1888)

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foto del 1870

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I parenti di Antonio Ranieri Riuniti in giardino. Il terzo da destra e Giulio figlio di Lucio, fratello di Antonio, bisnonno di Pier Lorenzo Ranieri Tenti

Forse non sapremo mai se quest'uomo ha raccontanto la verità su Leopardi.......

Certo è che per conoscere la verità assoluta ed incontestabile sarebbe quella di confrontare il DNA dei resti di Leopardi con quello dei suoi discendenti, ipotesi questa in passato solo annunciata ma che ritengo assolutamente doverosa per rispetto sia del nome di Leopardi ma anche di tutte quelle persone che si recano a pregare sulla (presunta) tomba di quell'anima infelice.

Significativo, al riguardo, è la copertina del libro da poco uscito di Loretta Marcon "Un giallo a Napoli - La seconda morte di Giacomo Leopardi" Guida editore

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CONTINUA ..........


LA MIA BIBLIOTECA LEOPARDIANA

Album Leopardi – Arnoldo Mondadori Editore 1993

Acuni monumenti sepolcrali fatti in Napoli da Michele Ruggiero - Napoli Stamperia e Cartiere del Fibreno 1851

Alfabeto leopardiano – Moretti e Vitali 1991

Alessandro Poerio - Il viaggio in Germania - Il carteggio letterario ed altre prose - Le Monnier 1917

All'apparir del vero – il mistero della conversione e della morte di Giacomo Leopardi – Piemme 2012

All'apparir del vero – Vita di Giacomo Leopardi – Mondadori 1998

Ancora sulla personalità di Aspasia: dal carteggio Fanny Targioni Tozzetti - Antonio Ranieri negli anni 1837-1839 - E. Benucci - Studi Italiani Anno X, fascicolo 1 gennaio-giugno 1998

Antonio Papadopoli – 1845

Appunti sui Moderni - Foscolo, Manzoni, Leopardi e altri - Il Mulino 1988

Aspasia siete voi ... Lettere di Fanny Targioni Tozzetti e Antonio Ranieri – Edizioni Osanna 1999

Attrici e società nell'Ottocento italiano – Mursia 1978

Augusto Von Platen a Siracusa - la fine del viaggio - Lombardi Editori 2007

Augusto Von Platen il suo amore per l'Italia e la sua morte in Siracusa - Estr. da Studi di Filologia Moderna 1910 fasc. 3-4

August Von Platen - Nuova Antologia fascicoli 1897

August Von Platen - Morire a Siracusa - Sellerio editore 1987

Autografi leopardiani e carteggi ottocenteschi nella Biblioteca Nazionale Napoli – G. Macchiaroli 1989

Bibliografia Analitica Leopardiana 1898-1980 (6 volumi) – Olschki 1931-1986

Biografia d'una sacerdotessa delle grazie - Cornelia Rossi Martinetti - Le Monnier 1955

Biografia di Giovanni Rosini - Tip. Fontana 1855

Biografia di Niccolò Puccini – Tipografia Cino 1852

Biografia di Pietro Brighenti – Estr. Opuscoli Religiosi Letterari e Morali – fasc. 52 1885

Breve storia del Centro Nazionale Studi Leopardiani e del suo museo – Biemmegraf 1994

Canti – edizione critica di E. Peruzzi – Rizzoli 1981

Canti – Newton 1989

Carlo e Luigi Leopardi - documenti inediti e rari - Ed. CELVI Trieste 1930

Carnet de route d'Italie - Impressions romaines - 1942

Carteggi italiani inediti e rari - F. Orlando Firenze 1892

Carteggi leopardiani inediti - P. Viani e la famiglia Leopardi EUM 2016

Case e famiglie della vecchia Ravenna - F.lli Lega Faenza 1970

Che fine hanno fatto Teresa Fattorini e Maria Belardinelli - Nuova Secondaria 1999-2000

Collezzionisti a Bologna nell'800 - V. Valorani e L. Pizzardi 1994

Confidenze del giovane toscano Ferdinando Maestri - Illustrazione toscana 1932

Conosci il tuo rione - Fuorigrotta dall'antichità alla mostra d'Oltremare - Napoli Leonardo 1980

Convegno di studi sul poeta e patriota Dionigi Strocchi in occasione del 2° centenario della sua nascita - Fratelli Lega editori

Conversione e sepoltura di G.L. nel racconto di A. Ranieri - Il Casanostra a. 89 n. 73 maggio 1938

Dal nostro album leopardiano - La vita italiana di Roma del 1 marzo 1897

Del libro di A Ranieri sopra G Leopardi - Morano Napoli 1881

Delitti e misteri del passato – Rizzoli 2008

Discorso di C. Scartabelli in commemorazione di Maddalena Pelzet - Firenze 1854

Documenti Archivio Storico Diocesi di Pozzuoli

Documenti e notizie intorno alla famiglia Leopardi – Munster 1888

Documenti relativi alla ricognizione dei resti mortali di Giacomo Leopardi – Cimmaruta 1910

Dov'è Leopardi - Il Gazzettino Venezia 3 novembre 1979

Due donne, un taccuino ed alcuni itinerari - Mursia 1971

Epistolario (7 volumi) – Lemonnier 1934-1941

Epistolario di Caterina franceschi Ferrucci - Reggio Emilia 1910

Fanny, Ranieri l'amore per delega in Alle origini del sentimento leopardiano - Guida editori 1974

Fede e arte in Giacomo Leopardi - Associazione internazionale mariana - Roma

Felicità di Giacomo Leopardi – Reale Accademia d'Italia – 1939

Figure e figurine del secolo che muore - G. Leopardi a Milano - Treves 1908

Francesco Tognetti n. 3-10-1767 m. 20-10-1849

G. B. Martinetti, ingegnere ed architetto - un bolognese nato a Lugano - Ponte Nuovo editrice - 1994

Gli amori bolognesi di Leopardi - Lettere e Arti 1890

Gli amori di Giacomo Leopardi - Mancini 1882

Gli amori di Giacomo Leopardi in Studi Leopardiani Le Monnier 1901

Gli studi sul Leopardi di B. Zumbini - L.A. Villari - dopo il 1830

Gli uomini illustri di Faenza - Conti 1893

Gli ultimi anni di Paolina Leopardi - Messina 1906

Giacomo 1798-1998 – Casa Leopardi 1998

Giacomo dei Libri – Electa 2012

Giacomo e la scienza – Casa Leopardi 1996

Giacomo Leopardi a Napoli - Il Rievocatore 1970

Giacomo Leopardi a Ravenna - Nuova Antologia settembre ottobre 1922

Giacomo Leopardi a Ravenna - in Figure e fantasmi - Hoepli Milano 1931

Giacomo Leopardi a Ravenna in Note storiche e letterarie - Bologna Zanichelli 1881

Giacomo Leopardi – Le Monnier 1994

Giacomo Leopardi – Macchiaroli 1987

Giacomo Leopardi da Recanati a Napoli - Macchiaroli editore 1998

Giacomo Leopardi e Bologna. Libri immagini documenti . Patron 2001

Giacomo Leopardi e Domenico Morelli – S.I.E.M. 1934

Giacomo Leopardi e gli amici di Casa Tommasini – Stab. Tipografico Fabbiani

Giacomo Leopardi e i contemporanei – Ponte alle Grazie 1996

Giacomo Leopardi e il mondo pubblicistico-intellettuale milanese - ACME gennaio-aprile 1990

Giacomo Leopardi e la patria - Simboli 1885

Giacomo Leopardi e la polizia in Voci e volti del passato 1800-1900 Treves 1920

Giacomo Leopardi e la restaurazione - Accademia di archeologia, lettere e belle arti - 1994

Giacomo Leopardi e la stagione di Silvia – Luca Sossella editore 2001

Giacomo Leopardi e la sua famiglia – riassumendo e concludendo

Giacomo Leopardi e Milano – per una storia editoriale di G.L. - Electa 1998

Giacomo Leopardi fu veramente a Varese - La Prealpina del 3-2-1975

Giacomo Leopardi la sua morte e il suo riposo – Giannini 1909

Giacomo Leopardi nell'annuale celebrazione di Recanati (1898-1954) – Simboli 1955

Giacomo Leopardi percorsi critici e bibliografici 1998-2003 – Il convivio 2009

Giacomo Leopardi per le vie di Milano - L'Informatore moderno del 26 gennaio 1964

Giacomo Leopardi studio biografico – Società Neofilologica Helsinki 1959

Giacomo Leopardi turista per caso - D. Montanari editore 1998

Giacomo Leopardi Tutti gli scritti inediti rari ed editi 1809-1810 – Bompiani 1993

Giacomo Leopardi visto da un medico – Udine Arti grafiche friulane 1937

Giacomo Leopardi. La vita i luoghi le opere – Macchiaroli 1996

Giacomo Leopardi. Le donne, gli amori – Olschki 2008

Giordani e Brighenti - G.S.L.I 1975

Giordani Leopardi 1998 convegno nazionale di studi TI.P.LE.CO. 2000

Giordani letterato – seconda giornata piacentina di studi – TIP.LE.CO. 1996

Guida alla lettura di Leopardi – Oscar Mondadori 1992

I mancati matrimoni di Paolina Leopardi - Tempo Libero 1972

Intellettuali e librai nella Milano della Restaurazione - Einaudi

I primordi della BIBLIOTECA NAZIONALE di F. Le Monnier - Firenze 1916

I resti di Leopardi e la tomba di Fuorigrotta – Nuova Antologia 1938

I ritratti di Leopardi – Nuova Antologia 1898

I soggiorni di Leopardi a Roma - Studi Romani settembre-ottobre 1954

Il camposanto dei colerosi - frammento d'un sovvenir in L'Omnibus pittoresco dell'11 ottobre 1838

Il Casanostra 1993-1994

Il Casanostra Strenna recanatese Indici Analitici (1850-1986) – Recanati 1991

Il Consalvo del Leopardi – Nuova Antologia 1898

Il conte Giacomo Leopardi e la sua cameriera bolognese - Casanostra 1989-90

Il disegno dell'architettura funebre - Il Cimitero delle 366 fosse e il Sepolcreto dei Colerici - Firenze Alinea 2006

Il fondo biografie dell'Archiginnasio e il suo compilatore Francesco Tognetti - L'Archiginnasio - Anno LXXVIII 1983

Il giardino Martinetti-Rossi - Una pagina inedita dell'architettura dei giardini - Strenna storica bolognese 1988

Il giardino Puccini di Scornio a Pistoia in Ricerche storiche XXIV 3 - 1994

Il giovane Giacomo – Casa Leopardi 1995

Il labirinto leopardiano bibliografia 1976-1983 – E.S.I. 1986

Il labirinto leopardiano II – Liguori 2002

Il Leopardi a Firenze in Illustrazione Toscana - n. 6 anno V giugno 1927

Il Leopardi a Imola e Nicola Gommi Flamini - Il Resto del Carlino 11 giugno 1898

Il Leopardi alla ricerca d'impiego in Rassegna Nazionale ottobre 1902

Il Leopardi e il Ranieri Fanny e Lenina – F. Moroncini

Il lettore di provincia n. 130

Il Mattino del 21 e 22 luglio 1900

Il Mattino del 6-3-2011 - Leopardi tra il mare e l'infinito, l'ultima via crucis dell'anima

Il mistero di Leopardi - Unione sarda 5 e 7 maggio 1963

Il monumento a Giacomo Leopardi in Recanati – Simboli 1896

Il monumento a Leopardi - L'Illustrazione Italiana - Milano a. XXIX n. 27 6 luglio 1902

Il morbo che spense Leopardi - estr. La riforma medica 1937

Il poeta e il professore - G. Leoaprdi nel diario di F. Puccinotti - Delfino Editore 1987

Il primo ritratto di Giacomo Leopardi in Rivista d'Italia - luglio 1901

Il principale difetto oculare di Leopardi e la sua pretesa influenza sull'opera del poeta - estr. Annali di Oftalmologia e Clinica oculistica - 1927

Il ritratto di Giacomo Leopardi - Tip. Ignazio Gaelati e Figlio 1882

Il Sacello di Leopardi – Edizioni CNSL 1998

Il segreto del cielo di giorno - Leopardi a Napoli - 1998 Torre del Greco (Na)

Il sodalizio Leopardi Giordani - Aurea Parma annata LXXIV 1990

Il sor Pietro, l’Antologia e la Nuova Antologia – Le Monnier n. 36

Il teatro del Corso di Bologna 1805-1944

Il veneziano Antonio Fortunato Stella editore di Leopardi - Ateneo Veneto 1986

In viaggio con Leopardi – Il Mulino 2000

Italie, Il sogno di Stendhal - Catalogo della mostra - Silvana editoriale 2000

L’organismo del Leopardi – Vallardi 1906

La biblioteca – Casa Leopardi 1995

La casa del Leoaprdi ai piedi del Vesuvio in Vagabondaggi per l'Italia e l'Europa - Edizioni Cremonese 1954

La chiesa e la parrocchia di San Vitale Martire a Fuorigrotta – Tip. Grafica Flegrea Pozzuoli 1997

La conversione e la tomba di Leopardi – P. Gioacchino Taglialatela – M. D'Auria 1909

La contessa Teresa Carniani Malvezzi e il suo salotto - G. Gandolfi 1900 Bologna Ed. Zanichelli

La corazza e la spada - Saggi Leopardiani - P. Laveglia editore 1990

La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX - Roma 1885

La dimora del Leopardi a Torre del Greco in Il secolo XX Milano 1912

La donna che amò Leopardi - Il Popolo d'Italia del 22 agosto 1941

La donna nella vita e nelle opere di Giacomo Leopardi – G. Barbera 1898

La famiglia Brighenti - Quadri di storia vignolese 1933

La famiglia Leopardi e alcune sue parentele – Mutua assistenza e previdenza tra marchigiani in Roma 1998

La gioventù di Monaldo – Il lavoro editoriale 1997

La Grazia bolognese - L'Archiginnasio XXIII - 1928

La maga Cornelia - Il Fanfulla della domenica del 10 ottobre 1880

L'amicizia di Leopardi con il veneziano Antonio Papadopoli - Ateneo Veneto 1979-1982

L'amore nella vita e negli scritti di G Leopardi in Giornane napoletano di filosofia lettere scienze morali e politiche - 1878

La morte, il seppellimento e la tomba di Giacomo Leopardi - F. Moroncini

La protesta di Leoaprdi – Sansoni editore 1995

La psicosi di Giacomo Leopardi - Tip. Giannotta Catania 1913

L'armonioso speco di Cornelia - L'illustrazione italiana 10 gennaio 1892

La salma di Giacomo Leopardi – Simboli 1884

La sepoltura e la pretesa conversione di Giacomo Leopardi – E. Cocchia – Giannini 1909

La Silvia di Fuorigrotta - Il Tempo 8 novembre 1958

La sorella – vita di Paolina Leopardi – La Luna 1992

La sorella di Giacomo Leopardi - Milano Treves 1921

La suora di carità di G.L. - evocazione di Odoardo Valio - Acerra Tipogr. e Legatoria di F. Fiore - 1896

La terra di Recanati sulla tomba del Poeta a Napoli - Corriere della sera 13 giugno 1937

La tomba di G. Leopardi - Illustrazione Italiana a. XXIV num. 50 12 dicembre 1897

La tomba di Giacomo Leopardi – estratto dalla Rivista d'Italia 1900

La tomba di Giacomo Leopardi - Natura e Arte 15 luglio 1902

La tomba di G.L. a Napoli - Rassegna settimanale universale vol III n. 29 - Roma 3 luglio 1899

La tomba di Giacomo Leopardi a Fuorigrotta – G. Taglialatela – Giannini 1908

La tomba di G.L. e I Resti di L. e la tomba di Fuorigrotta in Scritti Leopardiani - 1959

La tomba di Leopardi nella Illustrazione italiana - 4 febbraio 1934

La tomba di Leopardi - Quadrivio 14 luglio 1935

La traslazione delle ceneri di G L in Cronache marchigiane - 1939

La vera storia del sodalizio di Leopardi e Ranieri - L'Italia letteraria del 24 dicembre 1933

La villa delle ginestre dal soggiorno di Leopardi al restauro – Soprint. Beni Arch. Napoli e prov. – 2003

L'amarezza del lauro – storia clinica di Giacomo Leopardi – Cappelli 1987

La virtù negata - Il primo Leopardi Adriatica Editrice - Bari 1987

Le belle donne secondo Leopardi - Il Resto del Carlino del 13 marzo 2002

Le città di Giacomo Leopardi – Olschki 1991

L'editore milanese A F Stella e i primi rapporti con casa Leopardi - Otto-Novecento - maggio-agosto 1987

Le dimore napoletane di Leopardi e la Villa delle Ginestre ANIMA-PENSIERO 1967

Le donne nella vita di Leopardi e la sua teoria delle donne - Editrice Nuovi Autori 1985

Le famiglie senatorie di Bologna - Malvezzi - Storia, genealogia e iconografia - 1996

Le immagini di Roma nella scrittura leopardiana in Esperienze Letterarie XXVIII 4 - 2003

Le malattie di G. Leopardi - Giliberti e Massa 1925

Le origini psicologiche del pessimismo leopardiano – Nuova Antologia 1898

Leopardiana I - Leopardi e Giordani S.E.I.1928

Leopardi – Bompiani 1991

Leopardi e Aspasia - Nuova Antologia gennaio-febbraio 1928

Leopardi e i tempi di Aspasia in I tempi dell'ultimo Leopardi - Congedo editore 1988

Leopardi - Castelvecchi 2015

Leopardi e Viterbo in Lazio ieri e oggi aprile 1976

Leopardi – Il lavoro editoriale 1991

Leopardi in Roma 1831-1832 in Nuova Antologia I 1898

Leopardi – Mondadori 2010

Leopardi a Bologna - Fratelli Lega editori 2016

Leopardi a Firenze – Olschki 2002

Leopardi a Firenze in Rassegna Storica toscana 1975

Leopardi a Imola – Longo editore 2006

Leopardi a Pisa – Electa 1997

Leopardi a Pisa - Il Rintocco del Campano - 1994

Leopardi a Pisa e altri saggi – Vallerini editore 1937

Leopardi a Ravenna - Nuova Antologia settembre-ottobre 1922

Leopardi a Roma – Electa 1998

Leopardi a tavola – Fausto Lupetta 2008

Leopardi e Bologna – Olschki 1999

Leopardi e Bologna - L'Archiginnasio 1987

Leopardi e il Settecento - Atti del 1° Convegno internazionale di studi leopardiani (Recanati 13-16 settembre 1962) - Olschki 1964

Leopardi e Napoli 1833-1837 di R. Damiani - Procaccini 1998

Leopardi e Poerio - memoria letta all'Accademia pontaniana - 1898

Leopardi e Ranieri - Stab. Tip. R. Pesole - 1898

Leopardi e Ranieri - A proposito di un recente libro - Nuova Antologia 1897

Leopardi e Roma – Colombo 1988

Leopardi e Roma 1798-1998 la Repubblica

Leopardi l'uomo e l'opera - Mondadori 1972

Leopardi nel mondo – Giunta Nazionale Leopardiana 1998

Leopardi non c'è più. Cronistoria della sepoltura e tomba del Poeta - Epoca 19 maggio 1968

Leopardi studio biografico - Aquila casa editrice Vecchioni 1929

Leopardi studi biografici di G. Ferretti Ed. Vecchioni 1929

Leopardi, Vieusseux e Firenze – Biblioteca Medicea Laurenziana – 1988

Le spoglie di Leopardi nella pace del Parco Virgiliano - Il Messaggero 23 febbraio 1939

Lettere d'illustri italiani ad A. Papadopoli - Nabupress Venezia 1886

Lettere di Marianna Brighenti ai reggiani A. Cagnoli e P. Viani - 1924

Lettere di Paolina Leopardi ad Anna e Marianna Brighenti 1829-1865 – Andrea Livi Editore 2012

Lettere inedite di A Ranieri (1830-1837) - Nuova Antologia 1930

Lettere inedite di G.B. Niccolini all'attrice Maddalena Pelzet - Firenze 1889

Lettere inedite di Paolina Leopardi – Bompiani 1979

Le vie dorate e gli orti - Il soggiorno di Leopardi a Pisa - ETS 1997

L'ultimo inganno. Infelice sorte dei resti del Leopardi - Ausonia 1962

L'ultimo segreto di Leopardi in Il Tempo del 7 ottobre 1960

L'unico amore del Leopardi a Bologna - estratto dal Giornale Storico Letteratura Italiana Vol. CXIII Anno 1939

Maddalena Pelzet in Enciclopedia Treccani

Malattia e morte di Giacomo Leopardi - BookTime 2016

Maria Cleofe Ferretti in Microcosmi leopardiani, biografie, cultura, società - Ed. Metauro

Memorie e documenti di storia italiana nei secoli XVIII e XIX - Sansoni

Mia savia et amorosissima donna - Storia inedita delle finanze leopardiane - Carcavallo Editore 1987

Monaldo Leopardi autobiografia – Ed. Dell'Altana 1997

Monumenti del giardino Puccini - Pistoia 1845

Necrologia del nobile Antonio Papadopoli – Venezia 1845

Necrologio di Antonio Fortunato Stella in Nuovo Ricoglitore - novembre 1833

Nei solenni funerali celebrati a Ferdinando Maestri – Pinerolo 1860 Tipografia Chiantore

Nella commemorazione di G.L. in Fuorigrotta - Discorso di A. De Gennaro Ferrigni - Napoli 1896

Nessuna occupazione a Roma per G. Leopardi - Strenna dei romanisti 1961

Niccolò Puccini - un intellettuale pistoiese nell'Europa del primo ottocento - Edifir 2001

Niente giallo per Leopardi - Gente 29 maggio 1968

Note biografiche sopra la contessa Adelaide Antici Leopardi - Sandron 1916

Note biografiche sopra Leopardi e la sua famiglia - Dumolard 1882

Note leopardiane di Emilio Costa - Ulisse Lombardi 1889

Note su Prospero Viani - la biografia e il periodo leopardiano - Oblio II 6-7 2012

Notizie del CNSL – Recanati 1939

Nubiana in provincia di Valdivento – Bulzoni 1986

Nuovi documenti attorno agli scritti e alla vita di G Leopardi - Le Monnier 1892

Nuovi documenti su G. Leopardi e la polizia austriaca di Milano - Archivio storico lombardo 1984

Occasioni romagnole - Mucchi editore 1994

Onori letterari alla memoria del conte Augusto Platen - Siracusa 1869

Opere scelte di Luigi Uberto Giordani - Litorama 1988

Orribili fantasie di Antonio Ranieri - Rivista minima di scienze, lettere ed arti - fascicolo 7 - luglio 1880

Paolina Leopardi Atti del Convegno di Studi – ETS 2003

Paolina Leopardi e le figlie di P. Brighenti - G.S.L.I. - 1886

Paolina Leopardi - esistere nella malinconia - in Malinconia, malattia malinconica ecc. Bulzoni editore 1991

Paolina Leopardi note biografiche - Lapi 1898

Paolina Leopardi viaggio notturno intorno alla mia camera - Edizioni Osanna 2000

Pensieri ed Ammonimenti di Monaldo Leopardi – 1993

Per la tomba di Giacomo Leopardi - Tra le arte e gli artisti - Napoli 1921

Per la Sepoltura e Conversione di G.L. - Casanontra a. 90 n. 74 Recanati 1° gennaio 1939

Per Leopardi - Documenti, proposte, disattribuzioni – Longo editore 2013

Per una polemica sulla sepoltura di G. Leopardi - La rassegna italiana industriale, agraria, commerciale - Napoli anno XXII - 1909 fasc. 6

Piccola guida della biblioteca di Casa Leopardi – Simboli 1930

Pietro Brighenti spia - Archivio storico italiano LXXIII 1915

Pietro Giordani e la sua famiglia - Archivio storico per le province parmensi - 1991

Pietro Giordani sino ai quaranta anni - Edizioni di Storia e Letteratura 1952

Pietro Giordani nel secondo centenario della nascita - Cassa di Risparmio di Piacenza 1974

Pietro Giordani pagine scelte - Cassa di Risparmio di Piacenza 1984

Pilla - Essedue edizioni 1989

Poeti minori dell'Ottocento - Ricciardi editore

Puccini e Leopardi - Il Veltro XLII 1998

Purezza del Leopardi - L'Italia letteraria del 21 maggio 1933

Quei monti azzurri – Le Marche di Leopardi – Marsilio 2002

Questa maledetta vita - il romanzo autobiografico di G Leopardi - Olschki 2015

Ranieri inedito – Macchiaroli 1994

Recanati e il suo poeta – Simboli 1928

Relazione di Ettore Botteghi su Teresa Lucignani estr. da Gazzetta Letteraia del 1898

Restauri leopardiani - Studi e documenti per l'Epistolario Longo Editore 2006

Ricordi della vita e delle opere di G.B. Niccolini raccolti da A. Vannucci - Le Monnier 1866

Ricostruzione di un episodio biografico - Aspasia in Titanismo e pietà in G. Leopardi - U. Bosco - Le Monnier 1957

Ritorna il mistero della sepoltura di G. Leopardi - Gazzetta di Mantova 6 marzo 1980

Ritratto di Leopardi – Donzelli editore 1996

Roma per Leopardi 1798-1998

Saggi leopardiani – Transeuropa 1991

Scusi, che fine ha fatto Leopardi - Europeo 6 agosto 1976

Scene da un matrimonio Le nozze di Carlo e Teresa Leopardi - Edizioni Ets 2002

Scusi dov'è Villa delle ginestre - La fiera letteraria del 22 agosto 1968

Sei anni e due mesi della mia vita ecc. di E. Fabbri per notizie sulla marchesa Sacrati - Roma Bontempelli 1905

Sette anni di sodalizio con Giacomo Leopardi – Garzanti 1979

Sinigaglia nella storia e nell'arte - Senigaglia - 1927

Sopra un basso rilievo antico sepolcrale – Ist. Suor Orsola Benincasa

Storia di un'amicizia - Poerio e Leopardi - Convivium 1952

Storia di una casa di campagna – Laterza 1934

Storie di Casa Leopardi – Bur 1990

Strocchi, Landoni, Graziani - Momenti di storia della traduzione - In scuola classica romagnola - Atti del convegno di studi - Modena Mucchi 1988

Studi e ritratti - Zanichelli 1881

Teresa Luciniani di R. Weiss

Teresa Teja Leopardi – Storia di una scomoda presenza nella famiglia del poeta – ETS 2002

Teresa Teja Leopardi Lettere agli amici pisani - Edizioni Ets 1999

Tombe di poeti a Napoli in Le vie d'Italia - rivista mensile del TCI - ottobre 1925

Tre case romane del Leopardi in Il giornale di Brescia del 10 marzo 1977

Tutte le opere – Sansoni 1988

Ultimi giorni di Giacomo Leopardi – Giannini 1908

Un amico e un nemico di Leopardi: A. Papadopoli e N. Tommaseo in Leopardi e l'età romantica - Marsilio 1999

Un confidente dell'alta polizia austriaca - Recanati 1888

Un falso scandalo leopardiano - Civiltà CAttolica 18 gennaio 1941

Un giallo a Napoli – la seconda morte di Giacomo Leopardi – Guida 2012

Un incerto amore bolognese di Leopardi - Strenna storica bolognese XX 1970

Un nome venerato e caro La vera storia di A Ranieri - Fondazione Zanetto 2010

Una cattedra dell'Ateneo parmense offerto a G. Leopardi - Aurea Parma 1945

Una lapide errata ed errante - Il Messaggero 22 febbraio 1939

Una sventura postuma di Giacomo Leopardi – Battei 1897

Un salotto bolognese del secolo passato - L'Avvenire d'Italia del 7 dicembre 1909

Vecchio quartiere della periferia - Il Mattino illustrato dell'8 marzo 1980

Visita medica a Leopardi in Letture Leopardiane 1938

Vita, carattere e opinioni del nobil'uomo Monaldo Leopardi – Massimiliano Boni 1997

Vita di Leopardi giorno per giorno - Guida Editori 2015

Vita di Giacomo Leopardi - Firenze Barbera 1905

Vita di Giacomo Leopardi - Greco editori 1991

Vita di Niccolò Tommaseo - Sansoni 1945

Zibaldone di sventure – Liguori